CUCINA

Burger patate e bietole

Burger patate e bietole

Burger patate e bietole…

Stasera mentre studiavo pensavo a quanto io sia brava a procrastinare… Quando devo fare qualcosa trovo sempre mille altre cose da fare. 🙈🙈🙈 Salvo poi arrivare a fare le cose all’ultimo momento in emergenza.

Cioè, di solito sono super organizzata e incastro gli impegni e le scadenze in maniera logica (almeno per me😅) e coerente ma per farlo devo avere una data o un obiettivo immediato, concreto non astratto.

Anche per lo studio va così: all’Università finché non vedevo scritta la data dell’esame non lo prendevo sul serio, salvo poi fare nottate e “studio matto e disperato” i giorni prima della prova. Devo dire che questo metodo su di me si è rivelato sempre vincente. Ho preso la laurea e ho passato concorsi e selezioni… Solo magari se fossi stata più costante magari sarei arrivata alle varie prove con meno stress e stanchezza o forse, chi lo sa, magari ho proprio trovato il metodo adatto alla mia persona o alla mia vita. 😊

Tutto ‘sto pippone l’ho scritto solo per giustificare il quarto d’ora di pausa che mi sto prendendo per pubblicare questo articolo! 😅 Studio per aggiornami sul lavoro ma senza esami o date mi sta venendo un pochino difficile. O forse è solo perché è domenica e, in fondo in fondo, ho solo voglia di riposare.

Non vi tedio oltre con le mie paturnie di una domenica di maggio che sembra una domenica di novembre (con pioggia e tuoni) e vi parlo dei burger patate e bietole, idea di qualche giorno fa per una cena veloce e senza troppo impegno.

Avevo delle bietole cotte da consumare ma ho scartato l’idea della solita frittata o di mangiarle così come insalata. La solita mia noia sul mangiare sempre le stesse cose… Dovevo inventare qualcosa di diverso e devo dire che son rimasta abbastanza soddisfatta.

I burger patate e bietole son delizioso, veloci da preparare e completamente senza latticini, perfetti per tutti gli intolleranti al lattosio come me. 😊

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 350 di patate crude con la buccia
  • 120 g di bietole già lessate e strizzate
  • 1 spicchio di aglio (io molto piccolo o metà)
  • 1 pomodoro secco
  • Peperoncino q.b.
  • Olio extravergine di oliva (per guarnire)
  • Pane grattugiato (per guarnire)

PREPARAZIONE:

Lessare le patate con la buccia (in modo che assorbano meno acqua). In alternativa utilizzare il microonde utilizzando l’apposito sacchetto (le patate vengono bene e non son troppo acquose). Una volta cotte, sbucciare le patate ancora calde e schiacciarle con una forchetta.

Tagliuzzare le bietole in pezzetti piccoli.

Tritare l’aglio, il prezzemolo e il pomodoro secco (precedentemente lavato e asciugato) e unire alle bietole insieme alle patate. Aggiungere un pizzico di peperoncino e amalgamare bene il tutto.

Formare i burger patate e bietole con l’ausilio di un coppapasta, cospargere la superficie con pochissimi olio extravergine di oliva e pane grattugiato e infornare a 175°C in forno preriscaldato per circa 15 minuti (o finché non saranno ben dorati). In alternativa (io di solito faccio così) si può utilizzare il microonde con la funzione Crisp.

Servire i burger patate e bietole caldi accompagnati da un contorno a vostro piacimento.

CONSIGLI:

  • Verdure: questi burger vengono buonissimi anche con altre verdure come spinaci o cicoria.
  • Spezie: stavolta son andata liscia perché a me le bietole piacciono tantissimo, però se vi va potete aggiungere le spezie che preferite.

Zuppa imperiale

Zuppa imperiale

Zuppa imperiale…

Questa è la storia di quando una vuol fare la figa e passare una bella mattinata di sole al parco (dopo una lauta colazione senza lattosio in pasticceria ovviamente! 😅).

E il parco è bellissimo! Deserto… E ci son anche le sdraio a disposizione. ✌🏼✌🏼✌🏼. E allora perché non portarsi pure un libro e fare un bel bagno di sole per recuperare un po’ di vitamina D? Che io son sempre carente.

Tutto bene, anzi benissimo. Ho messo pure il cellulare in modalità silenziosa. C’è solo un piccolo particolare che stona: sole caldo dove sei? 😭😭😭 No perché alla fine c’era “unu frius de galera”, come dicono qua. E penso non ci sia bisogno di tradurre. 🙈🙈🙈

E allora son tornata a casa (oddio, non proprio subito subito in realtà, qualche altro giro per la città l’ho fatto) e son ancora morta di freddo. 😔😔😔

E pensa ripensa, ho bisogno di qualcosa di caldo per pranzo e allora? Ideona! 💡💡💡 Direttamente da colloqui telefonici intercorsi ieri sera con la mia cugina bolognese, decido di preparare una buonissima bollente zuppa imperiale. 😋😋😋 Ho la ricetta di prima mano, ho bisogno di mangiare qualcosa di caldo e questa zuppa giunge proprio a fagiolo.

Devo fare due precisazioni però:

  • come per tutte le ricette tradizionali, vi ricordo che ci son diverse varianti e son tutte valide; ci tengo a precisarlo per non incorrere in polemiche inutili.
  • questa non vuole essere la ricetta tradizionale ma solo una mia libera interpretazione. So benissimo che ci va burro o strutto ma ci va pure il formaggio grattugiato (che io ho utilizzato in versione molto stagionato perché contiene solo tracce di lattosio). Quindi, visto il mio intestino in questo periodo poco incline a troppi prodotti delattosati, ho optato per l’olio e non per il burro. Ah per lo strutto, non l’avevo in casa.
  • Cottura: la morte della zuppa imperiale è la cottura in brodo e il “sacro brodo” dei bolognesi/emiliani è qualcosa di paradisiaco: utilizzano diversi tipi di carni ed è buonissimo. Anzi, mia cugina specifica che è un brodo ristretto, tipo consomé. Ma oggi è domenica, non ho voglia di sperdermi dall’altra parte della città per trovare una macelleria aperta e mia cugina mi ha spoilerato che viene buona anche utilizzando un brodo vegetale (che io preparo in casa), quindi per stavolta mi accontento. Mi riservo di provare la prossima volta con il brodo vero e di aggiungerlo a questa ricetta.

Il trucco della ricetta della zuppa imperiale risiede nelle proporzioni: per ogni uovo ci vogliono 30 g di semola rimacinata, 30 g di parmigiano e 50 g di burro (che si può sostituire con olio o strutto). Teoricamente strutto e olio andrebbero messi rispettando la proporzione di 80% del peso del burro (che contiene una componente acquosa, mentre gli altri due hanno solo una componente grassa) e quindi ne vanno messi 40 g per ogni uovo.

In realtà io ho utilizzato uno dei miei prodotti preferiti: il semolato semi integrale de Il Mulino di Merea che essendo appunto semi integrale, assorbe più liquidi/grassi e quindi ho lasciato la proporzione a 50 g anche se ho utilizzato l’olio extravergine di oliva.

Vi ho scritto tutto questo pippone per farvi capire che in cucina non è tutto statico ma le dosi si “aggiustano” in base agli ingredienti che uno usa o ha a disposizione. 😊

Opinione post assaggio: buonissima! 😋😋😋 Cioè a momenti mangiavo i cubetti così com’erano. 😅😅😅 Secondo me il brodo perfetto è quello di gallina o di pollo: non troppo grasso, di sapore delicato e mette in risalto il gusto della zuppa imperiale. Con il brodo vegetale perde un po’, però c’è il vantaggio che, se hai i cubetti già pronti in freezer e rientri in ritardo o ad orari impossibili o affamata persa, fai bollire il brodo vegetale, ce li tuffi dentro e in pochissimo tempo hai il pranzo/la cena pronta.

La zuppa imperiale mi ha riscaldato il corpo, il cuore e l’anima. È promossa a pieni voti. ❤

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 3 uova
  • 90 g di semolato semi integrale (o semola rimacinata o semolino)
  • 90 g di parmigiano reggiano stagionato
  • 150 g di olio extravergine di oliva
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.
  • Brodo di carne (o vegetale) per cucinare

PREPARAZIONE:

In una ciotola rompere le uova, aggiungere sale, pepe, parmigiano e semolato e mescolare con un cucchiaio.

Aggiungere l’olio extravergine di oliva e amalgamare bene tutti gli ingredienti. Deve venir fuori un impasto morbido ma non troppo liquido.

Federare una teglia con carta da forno (io ho usato quella da plumcake), versare il composto e cucinare in forno statico a 180°C per circa 20 minuti. Fare la prova stecchino.

Lasciar raffreddare e poi tagliare a cubetti.

Tuffare i cubetti di zuppa imperiale nel brodo bollente e far cucinare giusto uno o due minuti (il tanto che vengano a galla).

Servire la zuppa imperiale bella calda.

CONSIGLI:

  • Dosi: i cubetti di zuppa imperiale son molto nutrienti, vi consiglio di non esagerare con la quantità per singola persona.
  • Conservazione: una volta freddi, ho diviso i cubetti rimasti in buste monoporzione e li ho congelati. Son un ottimo salvapasto dell’ultimo momento.
  • Brodo: la zuppa imperiale si cucina nel brodo. Si può utilizzare un brodo di pollo/gallina (che secondo me ne risalta il sapore) oppure un brodo misto come quello che ho utilizzato nella ricetta dei tortellini bolognesi. In alternativa, o se siete in fretta, va bene anche un brodo vegetale.

Pizza zucca gialla, speck e scamorza

Pizza zucca gialla, speck e scamorza

Pizza zucca gialla, speck e scamorza…

Sapete quanto io ami impastare, soprattutto pizze, focacce and co. Ma in questo momento proprio non riesco a trovare modo e tempo per poterlo fare. 😭😭😭 Ho cambiato vita, città, lavoro e devo trovare nuovi spazi e nuovi equilibri ma soprattutto organizzarmi in maniera diversa. È tutto molto bello ma anche stancante.

Ma non rinuncio a mangiare bene (e alle mie pizze). E mi viene incontro la Stuffer, azienda con cui collaboro da tempo. Vi ho già parlato delle sue basi pronte, semplici da usare e tutte completamente senza lattosio.

Ma da oggi c’è una novità… Due nuovi prodotti: pizza e pinsa con lievito madre. Vendute come panetto, pronte da stendere e cucinare.

Un paio di sere fa son tornata a casa esausta e con poca voglia di cucinare. La pizza Stuffer è stata la mia salvezza! Stesa, condita, infornata e in meno di mezzora avevo già la cena sulla tavola. ✌🏾Comodo no?

La pizza zucca gialla, speck e scamorza non contiene latticini nel suo impasto. Ho aggiunto la scamorza senza lattosio (lattosio residuo inferiore allo 0,01%). È adatta a tutti gli intolleranti come me. Potete omettere pure la scamorza se avete problemi con i delattosati; la pizza viene buona anche senza.

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 1 confezione pizza Stuffer
  • 100 g di zucca gialla (solo polpa, senza buccia e semi)
  • 3 fette di speck affumicato
  • 4 fette di scamorza senza lattosio
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Rosmarino tritato q.b.

PREPARAZIONE:

Ungere una teglia con l’olio e stendere la pizza. Schiacciare con i polpastrelli e condire con olio e sale.

Grattugiare la zucca gialla non troppo piccola e adagiarla sopra la pizza. Condire sale e rosmarino tritato e infornare con forno preriscaldato a 200°C per circa 15 – 20 minuti o finché non è cotta (dipende dal forno). In alternativa si può utilizzare il microonde con funzione crisp.

Togliere la pizza dal forno, condire con speck e scamorza e infornare finché il formaggio non si è sciolto.

Servire la pizza zucca gialla, speck e scamorza bella calda.

CONSIGLI:

  • Pizza: per una resa migliore stendere la pizza e lasciarla acclimatare.
  • Zucca gialla: si può sostituire con le zucchine.

Risotto con cavolo viola

Risotto con cavolo viola

Risotto con cavolo viola...

Oggi va così! L’apoteosi della sbadataggine! 🙈 Son riuscita a perdere il cellulare e il badge da timbrare per uscire dall’ufficio (per fortuna ritrovati entrambi 😁), ho rovesciato un bicchiere d’acqua e son riuscita pure a far cadere il frullatore ad immersione mentre frullavo il cavolo viola che, ovviamente, si è andato a spiaccicare sulla parte bassa dei pensili della mia cucina bianca! 🤦‍♀️🤦‍♀️🤦‍♀️

E non è ancora finita! Chissà che disastro combinerò per cena! 😁😁😁 Mica posso fermarmi qua. 😅😅😅 Vi terrò aggiornati.

Ora è meglio se vi parlo del mio pranzo di oggi: il risotto con cavolo viola. L’idea (come sempre) mi è venuta mentre tornavo a casa dal lavoro. Mica posso mangiare un piatto di pasta semplice io! Sapete che ho questa fissa di voler mangiare sempre cose diverse. 😅😅😅 E soprattutto che facciano in fretta a cucinare.

Il cavolo viola l’ho cotto in vasocottura nel frattempo che il riso tostava (la cottura in vasocottura dura sei minuti in tutto), l’ho frullato facendo disastri in cucina (vedi sopra) e ho aggiunto la purea al riso in cottura. 😅Voi magari cercate di non combinare guai magari. 😉 E per la cottura del cavolo viola potete utilizzare una vaporiera che ci mette un po’ di più. Con entrambi i metodi il cavolo cappuccio viola tiene tutte le proprietà e non c’è bisogno di strizzarlo come quando lo prepariamo lesso. Poi se non utilizzate la vasocottura o non vi va di usare la cottura al valore, va bene pure lessare il cavolo; usate l’acqua di cottura come acqua per cucinare il risotto. 😉

Ho condito il risotto con cavolo viola con pochissimo formaggio grattugiato stagionato (lattosio in tracce), quindi posso dire che questa piatto è adatto a tutti gli intolleranti al lattosio come me. 😉 Se non vi piace potete ometterlo, in questo modo è adatto anche a chi segue una alimentazione di tipo vegano.

E ora ecco la ricetta! 😊

INGREDIENTI:

  • 1/4 circa di cavolo cappuccio viola
  • 80 g di riso
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di dado vegetale
  • Cipollotto fresco q.b.
  • Peperoncino q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.
  • Acqua bollente q.b.
  • Formaggio stagionato q.b. per condire (lattosio in tracce)

PREPARAZIONE:

Lavare bene il cavolo cappuccio viola, aggiungere sale e pepe, tagliarlo a listarelle sottili e cucinarlo al vapore (o in vasocottura o lesso). Tenere qualche listarella per guarnire e frullare il resto.

Soffriggere il cipollotto tagliato a pezzetti piccoli, aggiungere e far tostare il riso mescolando per qualche minuto.

Aggiungere il dado vegetale, il peperoncino e l’acqua bollente piano piano man mano che evapora continuando sempre a mescolare.

A metà cottura aggiungere la purea di cavolo viola e continuare sempre a mescolare.

A 2/3 della cottura spegnere il fuoco e tappare il risotto con cavolo viola. Lasciar riposare per 6 – 8 minuti, condire con il formaggio grattugiato stagionato, guarnire con le listarelle di cavolo viola e servire subito.

CONSIGLI:

  • Cavolo viola: è perfetto sia come gusto che come colore. Se non lo avete potete sostituire con il cavolo cappuccio solito. O con il cavolfiore.
  • Mantecatura: sì lo so che si fa con il burro e rende il risotto più cremoso. Ma io di solito preferisco evitare il burro (almeno che non abbia ospiti a pranzo ovviamente), anche se è senza lattosio. Spegnendo a 2/3 di cottura e lasciando riposare con il tappo per 6 – 8 minuti ottengo comunque un risotto cremoso. Pazienza per il sapore. 😁

Merluzzo con salsa di broccoli

Merluzzo con salsa di broccoli

Merluzzo con salsa di broccoli…

La ricetta del merluzzo con salsa di broccoli nasce in un momento di scazzo 😁(si può dire scazzo? Vabbè non è il massimo dell’eleganza ma rende l’idea) e stanchezza generale dove, arrivata l’ora di cena, non sapevo che fare e non avevo voglia di cucinare roba elaborata.

Poi ho ‘sta fissa che devo cercare di mangiare in maniera equilibrata e variare ed era il turno del pesce, ma non avevo la pazienza di fare polpette e allora mi son inventata questa ricetta. 😁Che poi è di una banalità impressionante… Ci sto mettendo più tempo a scriverla che a prepararla, giuro! 😅E devo ammettere che il merluzzo con broccoli è stata una cena deliziosa e diversa dalla solita insalata con fettina, che bbbona è bbbona, ma onestamente, dopo un po’ stanca!👍

Ed è pure senza latticini, adatta a tutti gli intolleranti al lattosio come me. 😉

E ora ecco la ricetta! 😊

INGREDIENTI:

  • 150 g di filetti di merluzzo
  • 8 – 10 cime di broccolo già bollito
  • 2 – 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 pomodoro secco
  • 2 acciughe sott’olio
  • Peperoncino q.b.
  • Farina q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Crostini di pane abbrustolito per guarnire

PREPARAZIONE:

Frullare le cime di broccolo con il pomodoro secco, le acciughe sott’olio, un pizzico di peperoncino e un cucchiaio di olio extravergine di oliva. Se la salsa dovesse risultare troppo densa, aggiungere un goccio di acqua a temperatura ambiente. Tenere 2 o 3 cime di broccolo per guarnire il piatto o da mangiare così come accompagnamento (io adoro i broccoli cotti così in vaporiera).

Tagliare i filetti di merluzzo a cubetti e passarli nella farina. Cucinare in padella insieme a 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale, girandoli finché non son ben dorati.

In un piatto creare una base di salsa di broccoli e adagiare sopra i cubetti di merluzzo. Completare il piatto con le restanti cime di broccolo e crostini di pane abbrustolito.

Servire il merluzzo con salsa di broccoli caldo.

CONSIGLI:

Impasto base per pizza in teglia

Impasto base per pizza in teglia

Impasto base per pizza in teglia…

Se mi seguite da un po’ ormai saprete quanto io ami impastare, soprattutto la pizza. La preparo spesso e mi diverto sempre a sperimentare nuovi impasti. Nel mio blog trovate diverse versioni dell’impasto per le pizze:

La ricetta dell’impasto base per pizza in teglia che vi propongo stavolta ha delle dosi diverse (giuste giuste per un pizza o una focaccia giganti) e prevede l’utilizzo di due diversi tipi di farine: farina 1 e farina 2.

Quello che vi consiglio è di usare prodotti di qualità, genuini e buoni. La differenza nel sapore sta proprio in quello. Io utilizzo le farine de Il Raccolto di Merea, un mulino artigianale che si trova qua a pochi km da casa e mi trovo molto bene.

IDRATAZIONE DELL’IMPASTO:

Prima di passare alla ricetta, devo fare una precisazione importante sulla idratazione dell’impasto che è data dal rapporto che c’è tra il quantitativo d’acqua e di farina utilizzati. Con una idratazione maggiore si hanno prodotti più alveolati e leggeri anche se son di gestione più delicata nella fase di impasto e pieghe. L’idratazione dell’impasto dipende anche dai tipi di farine utilizzate, soprattutto per la loro capacità di assorbire l’acqua. Solitamente una pizza al piatto ha un livello di idratazione che oscilla tra il 55% e 65% mentre la pizza in teglia può arrivare a idratazioni più alte, 70 – 80% o anche maggiori.
Ad esempio:

  • utilizzando 300 ml di acqua avrete un impasto circa al 55%, bello sodo e facile da lavorare;
  • con 350 ml avrete un impasto con idratazione al 63%, più morbido
  • e con 400 ml l’idratazione sale al 72%. L’impasto si presenta appiccicoso e più difficile da lavorare (ma è quello che mi ha dato le soddisfazioni maggiori😍)

Io vi consiglio di impastare a mano e di aggiungere l’acqua piano piano. Potete dosare 300 ml di acqua e poi, da parte, altri 50 o 100 ml e aggiungerla a poco a poco così riuscite a rendervi conto della consistenza dell’impasto. Un altro consiglio che vi posso dare, soprattutto se siete alle prime armi, è quello di partire con impasti poco idratati che son i più facili da gestire e poi aumentare gradualmente l’idratazione.

Come vi ho già accennato, la pizza in teglia tende ad avere una idratazione maggiore; io stavolta ho optato per una idratazione al 75%, perfetta per le farine che avevo a disposizione. La prossima volta proverò ad impastare con un livello di idratazione più alto.

UTILIZZO DI DIVERSI TIPI DI LIEVITO:

Nella preparazione dell’impasto base per pizza in teglia possiamo scegliere tra diversi tipi di lievito: lievito di birra fresco, lievito di birra secco e lievito madre. Vi lascio qua sotto la tabella di conversione dei lieviti. Vi ricordo che se utilizzate il lievito madre, dovete parametrare e modificare sia il quantitativo della farina che quello dei liquidi che son entrambi compresi nel peso della pasta madre: se ad esempio si utilizzano 150 g di pasta madre dobbiamo togliere 150 g dal totale della farina e 75 ml di acqua. Questa è la regola generale, anche se molto dipende dal tipo di farina utilizzata, dall’umidità dell’aria e dal grado di idratazione dell’impasto. Io tendo sempre a utilizzare un quantitativo d’acqua superiore o leggermente superiore (vedi sopra IDRATAZIONE DELL’IMPASTO), come tendo ad impastare a mano; solo così mi rendo effettivamente conto dell’acqua necessaria. Se cliccate sul link lievito madre, trovate la spiegazione dettagliata sull’utilizzo della pasta madre e sulla conversione delle ricette in base all’utilizzo dei diversi lieviti.

Tabella conversione lieviti

Ho utilizzato l’impasto base per pizza in teglia come base per la focaccia con cime di rapa, pomodorini e acciughe che ho preparato per la cena di qualche giorno fa; per quanto io ami il lievito madre, con nuovo lavoro, nuova casa e nuova vita, non riesco ad utilizzarlo; la ricetta che vi propongo stavolta è stata realizzata con il lievito di birra fresco.

E ora ecco la ricetta! 😉

INGREDIENTI:

  • 100 g di farina 1
  • 100 g di farina 2
  • 150 ml circa di acqua tiepida
  • 20 gr di olio extravergine di oliva
  • 4 g di sale fino
  • 7 g di lievito di birra fresco

PREPARAZIONE:

Setacciare le farine e metterle in una ciotola. Aggiungere un pochino di acqua e iniziare a mescolare. Aggiungere il lievito di birra sciolto in 2 cucchiai di acqua e impastare aggiungendo l’acqua a poco a poco.

Impastare aggiungendo poco per volta l’olio extravergine di oliva. Io lo aggiungo sotto l’impasto e prima di aggiungerlo nuovamente, aspetto che l’impasto abbia assorbito tutto l’olio. Per ultimo aggiungere il sale fino e continuare ad impastare.  Lasciar riposare l’impasto in un recipiente coperto con pellicola da cucina per circa mezzora.

PIEGHE DI RINFORZO:

Servono per dare più consistenza e rinforzare la maglia glutinica degli impasti di pane, pizza e focaccia. Una volta impastato, lascio riposare circa mezzora e poi procedo con cinque pieghe di rinforzo con intervalli di 20 minuti tra l’una e l’altra piegatura. Stendere la pasta con i polpastrelli dando forma rettangolare. Ripiegare a libro la parte superiore e la parte inferiore. Fare la stessa cosa con la parte destra e la parte sinistra e poi capovolgere l’impasto dando una forma tonda e lasciar riposare venti minuti coperto da pellicola alimentare (così l’impasto non si secca né si forma la crosticina in superficie).

Per la ricetta della pizza, la sua lavorazione e le pieghe, mi son ispirata alla ricetta della pizza in teglia della bravissima Federica del Blog Mambo Kitchen. Lei è fantastica! Non ho mai trovato difficoltà o “sorprese”: i dosaggi son esatti e le spiegazioni, accurate e dettagliate, rendono l’esecuzione delle sue ricette semplice e alla portata di tutti. Andate a visitare il suo Blog! ?

Negli impasti con maggiore idratazione, è più difficile fare le pieghe come descritto sopra. Ho trovato un metodo alternativo che permette di effettuare le pieghe di rinforzo direttamente nella ciotola: inumidisco le dita con poca acqua a temperatura ambiente e, prendendo l’impasto dai bordi, lo rovescio verso l’interno ruotando sempre la ciotola e facendo due volte il giro. Lascio riposare venti minuti coperto da pellicola e poi rinizio (Il numero di pieghe è sempre pari a cinque e l’intervallo è sempre di venti minuti).

PRIMA LIEVITAZIONE:

Ora l’impasto deve lievitare sino al suo raddoppio. I tempi di lievitazione variano in base alla stagione, all’umidità e alla temperatura che abbiamo in casa. Per accelerare la lievitazione mettere la ciotola con l’impasto nel forno da cucina con la sola luce accesa e una ciotola di acqua calda di fianco (serve per anche per tenere la giusta umidità mentre l’impasto lievita). Per rallentare la lievitazione ed avere una lievitazione più lunga, attendere mezzora e poi mettere la ciotola sigillata dentro il frigo per circa 24 ore o tutta la notte. Togliere l’impasto dal frigo e lasciarlo acclimatare per tre o quattro ore e comunque fino al raddoppio.

PREPARAZIONE DELLA PIZZA:

Una volta raddoppiato l’impasto, ungere la teglia da forno e stendere l’impasto base per pizza in teglia con i polpastrelli (se l’impasto fa resistenza, vuol dire che non è ancora pronto). Coprire con pellicola alimentare e lasciar lievitare ancora un pochino. Stendere nuovamente l’impasto e coprire con la pellicola alimentare.

SECONDA LIEVITAZIONE:

Lasciar lievitare, coperto da pellicola da cucina, per altri 40 minuti o 1 ora.

COTTURA DELLA PIZZA:

Condire con passata di pomodoro e origano e infornare alla temperatura massima per circa 10 – 15 minuti (dipende dal tipo di forno). Condire a piacere, infornare per altri 5 minuti circa finché gli ingredienti son cotti o sciolti e servire calda.

FOCACCIA CON CIME DI RAPA, POMODORINI E ACCIUGHE:

Schiacciare delicatamente l’impasto con i polpastrelli, aggiungere un mix di acqua e olio di oliva (2 cucchiai di ciascuno), l’origano, un pizzico di sale e condire con le cime di rapa precedentemente sbollentate, i pomodorini ciliegina tagliati a metà e le acciughe.

Infornare alla temperatura massima per circa 10 – 15 minuti (dipende dal tipo di forno) o finché non risulta cotta.

CONSIGLI:

Frittata di cavolo cappuccio

Frittata di cavolo cappuccio

Frittata di cavolo cappuccio…

Sabato sera assurdo, con la guerra in Ucraina in corso e le tante notizie, immagini e video che si susseguono.
Ho sperato sino all’ultimo non succedesse e invece non è stato così. E io son ancora incredula, non me ne capacito. Ognuno di noi reagisce in maniera diversa e, allo stesso modo, decide se parlarne o meno nei propri canali social o nel proprio blog.

Se non se ne parla, veniamo accusati di essere frivoli e superficiali e di pensare a cose poco serie… Ma vi assicuro che non è così! Anzi, è l’esatto opposto! 😥 Semplicemente (parlo per me ma vale anche per molti altri) non mi sento di avere le competenze e le conoscenze per poterne parlare e discutere in maniera razionale e non vorrei, seppur in buona fede, trasmettere o riportare informazioni errate o fuorvianti.

Ma questo non vuol dire essere superficiali o insensibili o frivoli… Vuol dire non prendersi responsabilità o accampare conoscenze che non si hanno perché, passatemi il sarcasmo, di tuttologi del web ne abbiamo abbastanza anche senza il mio personale contributo. 🤦‍♀️
Volevo solo fare questa piccola precisazione e spiegare perché non parlerò apertamente della guerra. Ma questo non vuol dire che io non sia preoccupata o che non passi il tempo ad informarmi e seguirne gli sviluppi. Ci tenevo solo a chiarirlo. 👍

La frittata di cavolo cappuccio nasce per caso, una sera che non avevo grossa voglia di cucinare ma qualcosa per cena la dovevo pur mangiare. 😁In frigo avevo del cavolo cappuccio già cotto, due uova e allora la cosa più semplice era proprio preparare una frittata.

Tutto normale eh? Peccato che poi abbia deciso di preparare una specie di paninozzo gigante con la frittata di cavolo cappuccio, la senape, la maionese e radicchio e lattuga per sentirmi meno in colpa. Et voilà! Mi son servita proprio una cena con i baffi! 😋

Il cavolo cappuccio io l’avevo già in frigo, cotto in vasocottura e pronto da utilizzare.
Per utilizzarlo nella frittata lo potete cucinare in vaporiera (viene buonissimo) oppure sbollentarlo finché non si ammorbidisce e poi scolarlo bene.

Per il pane vi consiglio di tagliarlo in due e grigliarlo leggermente in entrambi i lati, così verrà più buono.

La frittata di cavolo cappuccio è interamente senza latticini, adatta a tutti gli intolleranti al lattosio come me.

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

Per la frittata

  • 100 g di cavolo cappuccio già cotto
  • 2 uova
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.

Per guarnire

  • 1 panino tagliato a metà e grigliato su entrambi i lati
  • 1 foglia di radicchio
  • 1 foglia di lattuga
  • Senape e maionese q.b.

PREPARAZIONE:

In una ciotola sbattere le uova, aggiungere il cavolo cappuccio, condire con sale e pepe e mescolare bene.

Cucinare la frittata di cavolo cappuccio in una padella antiaderente precedentemente oleata e lasciata qualche minuto sul fornello a riscaldare. Una volta cotta da un lato, girare e cucinare dall’altro lato. Per rendere più semplice tale operazione, si può utilizzare un coperchio piatto.

Tagliare la frittata a spicchi e adagiare su metà panino, guarnire con la senape e la maionese, aggiungere il radicchio e la lattuga, coprire con la restante metà del panino e servire.

CONSIGLI:

Si può preparare la frittata utilizzando anche altri tipi di cavolo come il cavolfiore o i broccoli. In entrambi i casi, vanno cotti prima.

Risotto cozze e bottarga

Risotto cozze e bottarga

Risotto cozze e bottarga…

Buona domenica! 😍

È davvero da tantissimo che non pubblico un articolo qua nel blog, ma son stati mesi pazzeschi. Il nuovo lavoro mi piace un sacco ma è davvero impegnativo (ve ne parlerò con calma😊) ma soprattutto… Son diventata nuovamente zia! 🥰🥰🥰 È arrivato Vittorio! 😍😍😍 Tre kg di amore puro. Zia Stefy è già innamorata persa di lui.

E per l’occasione pure i miei genitori son arrivati qua a Cagliari. 🥳E potevamo non festeggiare con del buonissimo pesce? Abbiamo iniziato il weekend con gli spaghetti alle vongole e bottarga, poi ieri sera a cena una buonissima spigola al cartoccio e oggi concludiamo in bellezza con il risotto cozze e bottarga. 😋

Quando cucino in generale, ma soprattutto nei piatti di pesce, non mi piace “pasticciare” troppo con salse o ingredienti particolari ma preferisco utilizzare pochi ingredienti che risaltino il gusto del pesce (che io adoro). Il segreto sta nello scegliere ingredienti freschi e di qualità e, nel caso del pesce, questo è fondamentale. 😊 Poi abitando a Cagliari che è una città di mare, trovo tanta scelta e la qualità è ottima. Poi ça va sans dire, io adoro fare la spesa nei mercati rionali! 🤩

E allora eccola qua la mia ricetta del risotto cozze e bottarga! Pochi ingredienti, semplice da preparare e davvero buonissima! 😋

INGREDIENTI:

  • 2 kg di cozze fresche
  • 250 g di riso
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1/4 cipolla
  • 1 cucchiaino di dado vegetale
  • Prezzemolo tritato q.b.
  • Bottarga q.b.
  • Peperoncino q.b.

PREPARAZIONE:

Pulire bene le cozze e metterle in una pentola con coperchio a fuoco vivace, mescolando ogni tanto in modo che si aprano. Spegnere il fornello e privare le cozze del guscio (se vi va potete lasciare il guscio ad alcune cozze da utilizzare per guarnire il risotto). Mettere le cozze in una ciotola, filtrare il liquido delle cozze e mettere entrambi da parte.

Scaldare il liquido di cottura delle cozze. Tritare la cipolla sottile e soffriggere finché diventa quasi trasparente, aggiungere il riso e tostare bene. Aggiungere il dado vegetale e il vino bianco e mescolare facendo sfumare il vino.

Cucinare il risotto aggiungendo piano piano l’acqua di cottura delle cozze man mano che si asciuga. A 2/3 di cottura aggiungere le cozze e continuare a mescolare. Una volta finito il liquido di cottura delle cozze, continuare aggiungendo l’acqua bollente e mescolare sempre.

Spegnere il fornello quando il riso ha una cottura “al dente” e lasciare tappato per circa 10 minuti.

Condire con prezzemolo tritato, bottarga, un pizzico di peperoncino e servire subito.

CONSIGLI:

  • Bottarga: io la adoro! E conferisce al piatto un gusto particolare. Ma se non vi piace potete ometterla.
  • Cozze: mi raccomando, sceglietele sempre fresche. 😉
  • Vongole: son un ottimo sostituto delle cozze. Da provare anche in questa versione.

Crostata tonno e peperoni

Crostata tonno e peperoni

Crostata tonno e peperoni…

Questa è una delle prime ricette che ho preparato con i prodotti della azienda Stuffer Spa con cui ho iniziato a collaborare qualche tempo fa ma, tra una cosa e l’altra, non avevo ancora avuto modo di pubblicarla. 

È stato un vero piacere entrare a far parte della grande famiglia di Stuffer, son stata loro ospite ad un evento di cucina è stata davvero una bella esperienza (se cliccate qua sul link trovate l’articolo dove vi racconto com’è andata) .

Le loro basi pronte (sfoglia, brisée, pizza, al farro, frolla, fillo, etc) son un vero aiuto in cucina per chi come me ha davvero i minuti contati e, tutti i giorni, deve incastrare i mille impegni familiari e di lavoro. E poi la maggior parte delle basi pronte son completamente senza lattosio e per questo non ringrazierò mai abbastanza la Stuffer! 😍

Per iniziare ho deciso di utilizzare la pasta sfoglia rotonda che è completamente senza lattosio e ho preparato una ricetta semplice e veloce che ho servito come antipasto per un pranzo improvvisato con amici (che hanno davvero apprezzato moltissimo 😉). 

La crostata tonno e peperoni è preparata con ingredienti completamente senza lattosio, adatta a tutti gli intolleranti al lattosio come me.

E ora ecco la ricetta! 😉

INGREDIENTI:

  • 2 pasta sfoglia rotonda 
  • 2 peperoni
  • 2 scatolette di tonno al naturale
  • 1 mazzo di erbette aromatiche miste (alloro, rosmarino, timo, salvia e menta)
  • 2 -3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.

PREPARAZIONE:

Lavare bene i peperoni, tagliarli in due e togliere i semi e la parte interna bianca. Tagliare a listarelle e condire con olio extravergine di oliva, sale fino e pepe nero. Cucinare per circa 15 – 20 minuti nel forno a microonde in modalità crisp o, in alternativa, al forno in modalità statica a 175°C per circa 20-25 minuti (o quando son cotti).

Mettere il tonno a sgocciolare. 

Lavare bene le erbe aromatiche e asciugarle. Tritarle molto fini.

Srotolare una confezione di pasta sfoglia e adagiarla su una teglia da forno di forma tonda lasciando la carta da forno che ha in dotazione la sfoglia.

Aggiungere i peperoni, il tonno sbriciolato e condire con le erbette aromatiche tritate.

Srotolare la seconda confezione di pasta sfoglia e tagliare a strisce di uguale larghezza. Guarnire la crostata salata disponendo le strisce di pasta sfoglia prima in un senso e poi nel senso opposto.

Infornare a 175°C con forno statico per circa 20 – 30 minuti o finché non risulta ben dorata in superficie.

CONSIGLI:

  • Varianti: potete sostituire i peperoni con dei pomodorini ciliegina tagliati a metà. La crostata verrà buona anche così! 😉

 

 

Cavolo cappuccio stufato

Cavolo cappuccio stufato

Cavolo cappuccio stufato…

Io adoro i cavoli. Insieme alla zucca, penso sia la mia verdura invernale preferita. 🥰🥰🥰

Ma mi piacciono tutti tutti: cavolfiore, verza, broccoli, cavolo cappuccio, cavolo romano, etc. E di tutti i colori: bianco, giallo, viola. 😋😋😋

E poi posso contare su quelli del mio orto. Buonissimi e decisamente biologici.

Per preparare il cavolo cappuccio stufato son partita da quella che è una delle ricette tradizionali a casa mia: il cavolfiore stufato, che mia mamma cucina in maniera divina. 😋😋😋 Le ho chiesto di prepararlo giusto qualche giorno fa quando son andata a trovare i miei genitori nel mio paese natio. Era buonissimo. 😋😋😋

E ho deciso di fare una ricetta simile con il cavolo cappuccio lasciando tra gli ingredienti la pancetta ma non utilizzando le olive e cucinandolo in maniera leggermente diversa.

Ed ecco la ricetta del cavolo cappuccio stufato. Deliziosa e nemmeno tanto complicata da preparare. Solo che stavolta non ho le dosi esatte perché ho fatto “ad occhio”. Io vi metto ricetta e procedimento, poi ognuno di voi doserà gli ingredienti in base al suo gusto personale. 😊

Il cavolo cappuccio stufato è completamente senza latticini, adatto a tutti gli intolleranti al lattosio come me. 😊

E ora ecco la ricetta! 😉

INGREDIENTI:

  • 1/2 cavolo cappuccio medio
  • 1/4 di cipolla
  • 40 g circa di pancetta affumicata tagliata a fette o dadini
  • 3 – 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.

PREPARAZIONE:

Lavare il cavolo cappuccio e tagliarlo a listarelle sottili. Stessa cosa fare con la cipolla (oppure tritarla molto sottile).

Soffriggere la cipolla nell’olio extravergine di oliva, aggiungere la pancetta e rosolare. Aggiungere il cavolo cappuccio tagliato a listarelle e girare mescolando bene.

Tappare, regolare di sale e pepe e cucinare a fuoco medio finché il cavolo cappuccio stufato non è cotto. Se fosse necessario, aggiungere un pochino di acqua bollente.

Servire il cavolo cappuccio stufato sopra una bruschetta o pane tostato (io ho scelto il pane carasau un pochino più grosso chiamato “pistoccu“, cioè biscotto perché resta molto croccante).

CONSIGLI:

  • Varianti: si può cucinare il cavolo cappuccio anche con pancetta e olive. Cliccate sulla ricetta del cavolfiore stufato per capire come si fa.
  • Cottura: dipende da voi. Io preferisco che il cavolo resti bello croccante ma a molti piace ben cotto. Decidete voi!