CUCINA

Ravioli zucca e noci

Ravioli zucca e noci…

Ma vi ho già detto che amo l’autunno e che è la mia stagione preferita??? 😂 Penso di averlo detto e scritto almeno un centinaio di volte. Temperature piacevoli, niente zanzare o insetti strani in giro e ottima frutta e verdura di stagione che ho la fortuna di avere a km zero. Quest’anno poi per la prima volta abbiamo provato a piantare le zucche; guardate che meraviglia!

E come potevo non utilizzare la zucca per fare i ravioli? Ho aggiunto le noci dell’albero di casa, un po’ di patate per legare, qualche spezia et voilà! Il ripieno era pronto! Come pasta ho utilizzato la pasta all’uovo secondo la ricetta di mia nonna (che è sempre una garanzia) e in un’oretta i ravioli zucca e noci erano pronti.

Nel ripieno ho aggiunto 10 gr di grana naturalmente privo di lattosio (lattosio <0,01%) che non dovrebbe dare fastidi alla maggior parte degli intolleranti al lattosio. Se volete lo potete omettere tranquillamente o sostituire con una alternativa vegetale.

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

Per la pasta:

  • 500 gr di semola
  • 2 uova
  • 150 ml circa di acqua a temperatura ambiente
  • Sale q.b.

Per il ripieno:

  • 250 gr di polpa di zucca cotta e macinata
  • 100 gr di patate bollite macinate
  • 70 gr di noci tritate
  • 10 gr di grana naturalmente privo di lattosio (lattosio <0,01%)
  • 1 pizzico di noce moscata
  • Pepe nero q.b.
  • Sale fino q.b.

PREPARAZIONE:

Pasta all’uovo.

Nella impastatrice versare la semola, le uova, il sale e l’acqua e lasciare impastare per circa un quarto d’ora o finché la pasta non si compatta. Per l’acqua vi consiglio di iniziare con 100 ml e poi aggiungere successivamente se la pasta vi sembra troppo asciutta o se non lega bene. Quando la pasta all’uovo è pronta, coprirla bene in modo che non si asciughi.

Ripieno.

In un tegame mettere la polpa di zucca macinata, le patate bollite macinate, le noci tritate e il grana naturalmente privo di lattosio. Aggiungere la noce moscata, il sale fino, il pepe nero e mescolare bene.

Stendere la pasta all’uovo in sfoglie molto sottili, distribuire il ripieno formando delle palline. Coprire con un’altra sfoglia e chiudere pressando molto bene e in modo che non resti aria all’interno del raviolo. Sistemare i ravioli zucca e noci in un vassoio a strati, coprendo con un telo da cucina. Tenere in frigo se vanno cotti in giornata o congelare se verranno cotti nei giorni successivi.

CONSIGLI:

  • Condimento: i ravioli zucca e noci hanno un sapore particolare e non andrebbero conditi con sugo o pesto perché tendono a coprire il sapore dei ravioli. A me piacciono semplici con un filo d’olio e poco grana naturalmente privo di lattosio (lattosio <0,01%) oppure il classico burro (senza lattosio) e salvia.
  • Grana naturalmente privo di lattosio (lattosio <0,01%): non ne abuso ma lo utilizzo ogni tanto perché non mi crea fastidi. Se volete lo potete omettere tranquillamente nel ripieno o sostituire con una alternativa vegetale.
  • Zucca: sbucciate la zucca, togliete i semi, tagliatela a listarelle, condite con un filo d’olio e sale e cuocetela in forno ventilato a 200°C in modo che perda l’acqua.
  • Patate: vanno bollite con la buccia e poi sbucciate, così assorbono meno acqua. Ricordatevi di macinarle quando son ancora calde! 😉

Dado vegetale granulare

Dado vegetale granulare…

Dopo aver fatto la cicala in giro tutta l’estate, ora per l’autunno faccio la formicuzza e metto da parte le provviste! 😉
Peccato non riesca ad applicare lo stesso principio sul mio conto in banca che resta sempre in rosso!!! 😭😭😭😂😂😂

A casa però mi son organizzata bene; in un pomeriggio ho preparato un bel po’ di dosi di misto per soffritto, il dado vegetale che faccio sempre (quello che va tenuto in vasetto) e poi mi è venuta voglia di sperimentare il dado vegetale in versione essiccata. Rispetto all’altro tipo di dado vegetale ha un sapore più deciso e conferisce ai cibi un profumo particolare, soprattutto ai secondi di carne e di pesce. Son buoni tutti e due, ho deciso di utilizzare una o l’altra versione in base alla singola ricetta.

Per preparare il dado vegetale granulare è molto importante rispettare il peso delle singole verdure: il peso che ho indicato è quello netto, effettivo quindi senza bucce, semi o parti non utilizzabili. A differenza dell’altro tipo di dado vegetale, qua le verdure tritate vanno strizzate con l’ausilio di un canovaccio e pesate solo dopo (il sale aggiunto deve essere 1/3 del peso effettivo delle verdure). Il succo delle verdure può essere raccolto, filtrato e congelato a dadini (io lo utilizzo per aromatizzare minestre, zuppe e vellutate).

Per quanto riguarda la preparazione, è facilissima, quasi banale… Non ci credete? Allora continuate a leggere la ricetta! 😉

INGREDIENTI:

  • 125 gr di pomodori
  • 125 gr di cipolle
  • 125 gr di carote
  • 50 gr di basilico
  • 50 gr di prezzemolo
  • 50 gr di sedano
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 foglia di alloro
  • 1 foglia di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • 3 foglioline di menta
  • 1 rametto di timo
  • Sale 1/3 del peso delle verdure frullate e strizzate.

PREPARAZIONE:

Lavare bene e asciugare le verdure. Sbucciarle e solo successivamente vanno pesate. Il peso deve essere quello effettivo al netto degli scarti (bucce e semi). Metterle nel robot da cucina.

Lavare bene e asciugare le erbette. Togliere la parte legnosa e mettere nel robot da cucina (o frullatore o Bimby) insieme alle verdure. Frullare bene.

Mettere le verdure frullate in un canovaccio da cucina pulito e strizzare. Tenere da parte il succo (si può congelare a dadini e utilizzare per insaporire minestre o zuppe).

Pesare le verdure strizzate e aggiungere 1/3 del loro peso di sale fino. Mescolare bene.

Accendere il forno a 175°C ventilato e cuocere il dado vegetale nella leccarda foderata con carta da forno mescolando spesso. Dopo circa 25 minuti, abbassare il forno a 125°C ventilato e continuare a cuocere (sempre mescolando ogni tanto) per circa 3 ore o finché non è bello secco.

Lasciar raffreddare. Frullare nuovamente e poi conservare nei barattoli con chiusura ermetica.

CONSIGLI:

  • Peso delle verdure: bisogna sempre rispettarlo. Se diminuite il peso di una verdura, dovete aumentare dello stesso peso un’altra verdura. Ad esempio per 100 gr di cipolle ci dovranno essere 150 gr di pomodoro o per 75 gr di basilico dovranno esserci 25 gr di sedano.
  • Trito finale: vi permette di avere il dado vegetale granulare come polvere molto fine (e con consistenza simile a quello che si trova in negozio). Io preferisco le verdure a pezzetti più grandi e stavolta ho saltato questo ultimo passaggio.

Grano saraceno gamberi, zucchine e noci

Grano saraceno gamberi zucchine e noci…

L’autunno è arrivato e oggi è una giornata fresca e uggiosa. Fuori, mentre scrivo la ricetta, si è scatenato un bel temporale e io son sotto un caldo plaid. 😍😍😍 Ho una voglia matta di accendere il termocamino e non è detto che domani non lo farò! ♥️

Oggi a pranzo nella mia dieta era previsto il grano saraceno che di solito preparo come insalata ma oggi, visto il tempo, volevo mangiare qualcosa di caldo e diverso. Potevo unire i gamberi e le zucchine e ho deciso di rivisitare una ricetta classica della cucina sarda: la fregola con gamberi e zucchine. Ho utilizzato il grano saraceno al posto della fregola sarda e ho variato leggermente la ricetta preparando un fumetto di pesce con le teste e i gusci dei gamberi.

Il grano saraceno gamberi, zucchine e noci è completamente senza lattosio.

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 90 gr di grano saraceno
  • 1 zucchina media
  • 5 gamberi
  • 3 pomodori medi
  • 1 cucchiaio di brandy
  • 1 cucchiaino di dado vegetale
  • 2 foglie di alloro
  • 20 gr di noci sgusciate
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Peperoncino q.b.
  • Pepe nero q.b.

PREPARAZIONE:

Lavare i gamberi, separare le teste e togliere il guscio. Mettere le teste e i gusci dei gamberi in una pentola, aggiungere il dado vegetale, le foglie di alloro, un pomodoro, un cucchiaio di olio extravergine di oliva e acqua in modo da coprire tutto e far bollire per circa venti minuti (io con la tecnica della vasocottura l’ho preparato in appena sei minuti).

Lavare la zucchina, tagliarla a rondelle e cuocerla con un po’ di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale fino. Lavare bene i restanti due pomodori, togliere la buccia, tagliarli a dadini e aggiungerli alla zucchina mentre cuoce. Se fosse necessario, aggiungere un po’ di acqua bollente.

Lavare il grano saraceno, farlo tostare leggermente e cuocerlo per circa 25 minuti utilizzando il fumetto di pesce (va aggiunto piano piano come quando si cucina il risotto). Se il fumetto non dovesse bastare, si può aggiungere un po’ di acqua bollente. Lasciar riposare per altri 5 minuti.

Tagliare a cubetti i gamberi sgusciati e soffriggere con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale fino e di pepe nero. Sfumare con il brandy, mescolare bene per un paio di minuti e spegnere.

Aggiungere il grano saraceno e i gamberi sgusciati alle zucchine e mescolare bene. Lasciare qualche pezzetto di gambero da parte per guarnire. Tritare grossolanamente le noci sgusciate.

Impiattare il grano saraceno, guarnire con le noci sgusciate tritate e i pezzetti di gamberi e servire caldo.

CONSIGLI:

  • Grano saraceno: se non lo avete a disposizione, potete sostituire con orzo o riso.

Focaccia dolce autunnale

Focaccia dolce autunnale…

Insomma… Lo avete capito! Ho voglia di autunno e di fresco! Questa estate infinita mi distrugge… Basta caldo, basta afa! Ho bisogno del tepore autunnale, di un po’ di fresco, di relax, di serate davanti al camino con plaid e libro, di sorseggiare un buon the! E poi l’autunno è magnifico… Mi piace il colore del bosco e delle campagne, mi piacciono i suoi prodotti, i suoi profumi,i suoi sapori… Come si fa a non amare l’autunno? 😉 Nel frattempo che mi perdo nei miei sogni ad occhi aperti, mi evo organizzare anche per la prossima settimana.

Ero alla ricerca di un dolce particolare e che avesse ingredienti di stagione e mi son messa a fare esperimenti con la focaccia dolce. Ho impastato, messo a lievitare e son andata alla ricerca delle more selvatiche per replicare la mia focaccia alle more. Mi son armata di cestino e son andata tutta fiera a cercarle in campagna. Non vi dico la mia delusione quando, arrivata lì, ho scoperto che il caldo assurdo dell’ultima settimana le aveva seccate tutte! 😥 😥 😥 E allora che fare? Mi è arrivata in aiuto Vanessa, la bravissima blogger de La cucina della Sgrufetta che mi ha suggerito di farcire la mia focaccia dolce con un simil crumble preparato con ingredienti di stagione. Avevo a disposizione noci, miele e mele e così è nata l’idea della focaccia dolce autunnale. E’ venuta morbida, non dolcissima e molto molto profumata! Ed è completamente senza lattosio, adatta agli intolleranti al lattosio come me! Da rifare assolutamente!

E ora, ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

Per l’impasto

  • 300 gr di semola rimacinata
  • 250 gr di farina manitoba
  • 300 ml di latte di riso
  • 60 gr di miele
  • 50 gr di zucchero
  • 30 ml di olio extravergine di oliva
  • 15 gr di sale fino
  • 4 gr di lievito di birra

Per guarnire

  • 60 gr di biscotti integrali avena e cioccolato
  • 60 gr di noci
  • 3 mele circa
  • miele q.b.
  • cannella q.b.

PREPARAZIONE:

Sciogliere il lievito di birra con poco poco di latte di riso tiepido.

Nella planetaria mettere la farina manitoba, la semola rimacinata, il sale fino, il lievito di birra e azionare a potenza bassa. Aggiungere il latte di riso a filo e impastare per circa 10 minuti. Aggiungere a filo l’olio extravergine di oliva e impastare ancora per 10 minuti. L’impasto deve risultare umido e appiccicaticcio. Ungere un tegame con poco olio extravergine di oliva e trasferire l’impasto. Coprire e lasciar lievitare per circa 5 o 6 ore o finché l’impasto raddoppia. SI può lasciare a lievitare l’impasto dentro il forno da cucina con la lampadina accesa.

Macinare i biscotti avena e cioccolato insieme alle noci. Lavare bene le mele, togliere la buccia e i semi e tagliarle a spicchi sottili.

Foderare una teglia con la carta da forno e aggiungere poco olio extravergine di oliva. Dividere l’impasto in due parti, stendere la prima metà dell’impasto e metterla nella teglia. Aggiungere il trito di noci e biscotti e successivamente il miele e la cannella e infine gli spicchi di mela.

Coprire con la seconda parte dell’impasto e guarnire nuovamente con il trito di noci e biscotti, il miele, la cannella e gli spicchi di mele. Aggiungere un po’ di miele e cannella e infornare a 230°C in modalità forno statico per circa mezzora.

Servire tiepida.

CONSIGLI:

  • Noci, miele e mele: li ho utilizzati perché di stagione. Si possono sostituire con uva o uva fragola (a me non piacciono) o more o mirtilli.
  • Olio extravergine di oliva: lo utilizzo da sempre e mi piace molto. Se trovate il suo sapore troppo “pesante”, si può sostituire con un qualsiasi olio di semi.
  • Latte di riso: la considero una delle bevande vegetali migliori per le ricette dolci perché rende torte e lievitati morbidi e ha un sapore più neutro rispetto al latte di soia o di mandorle. Potete comunque sostituire con una qualsiasi bevanda vegetale o con latte delattosato.

Spezzatino di cinghiale in vasocottura

Spezzatino di cinghiale in vasocottura…

E’ arrivato l’autunno, le temperature son scese e io ho mantenuto fede ai miei buoni propositi riprendendo seriamente con la palestra e la dieta. Non pensate che la mia sia una dieta restrittiva o dimagrante… Ho trovato una nutrizionista davvero brava che mi ha prescritto una dieta molto varia: per pranzo posso scegliere tra pasta, riso, orzo, farro, cucus, bulgur, amaranto, quinoa e grano saraceno, le colazioni non son mai uguali e per cena alterno tra carne, pesce e uova. E anche tra la carne ho davvero ampia scelta… Ecco perché un paio di giorni fa ho deciso di mangiare la carne di cinghiale e, visto il poco tempo a disposizione per preparare lo spezzatino, ho pensato di sperimentare nuovamente con la vasocottura.  

La vasocottura è un metodo innovativo che in soli sei minuti di cottura al microonde (più 15 minuti di riposo) permette di preparare tantissimi piatti. Io lo trovo assolutamente geniale e, nel giro di un’oretta o poco più, mi permette di organizzarmi quasi tutti i pasti della settimana (mangio fuori casa tutti i giorni e odio vivere di panini).
IMPORTANTE. La tecnica della vasocottura è molto bella e interessante ma deve esser seguita in sicurezza, rispettando tutte le regole contenute nel Blog “Nel tegame sul fuoco” e studiando bene la tecnica originale così come spiegata da Rosella Errante. Mi raccomando, non sperimentate senza aver studiato bene il tutto.

Cliccate su questo link e trovate tutte le indicazioni e le regole da seguire per una VASOCOTTURA in sicurezza e senza rischi.

Lo spezzatino di cinghiale in vasocottura è completamente senza lattosio, adatto agli intolleranti (al lattosio) e a chi sta seguendo un periodo di disintossicazione (da lattosio).

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

(per un vasetto da 500 ml)

  • 180 gr di polpa di cinghiale tagliata a cubetti

  • 2 cucchiaini di olio extravergine di oliva

  • 2 rametti di timo

  • 4 pomodori ciliegina

  • 1 pezzetto di porro selvatico

  • 1 cucchiaio di vino rosso

  • Sale fino q.b.

  • Peperoncino q.b.

PREPARAZIONE:

In un vasetto adatto per la vasocottura (dovete usare solo quelli, trovate tutte le indicazioni seguendo questo link VASOCOTTURA) mettere l’olio extravergine di oliva, il pezzetto di porro selvatico, la carne di cinghiale tagliata a cubetti, i pomodorini ciliegina lavati e tagliati in quattro pezzi, i rametti di timo. Aggiungere il sale fino, il peperoncino, un cucchiaio di vino rosso e mescolare tutto. Il vasetto va riempito rispettando la regola dei 3/4 della sua capienza. Questo è molto importante.

Pulire bene i bordi del vasetto e tappare. Cuocere per sei minuti nel forno a microonde alla potenza da voi testata (vedi il link VASOCOTTURA). Lasciar riposare per circa 15 – 20 minuti in modo che si formi il sottovuoto e che lo spezzatino di cinghiale in vasocottura finisca di cuocere.

Prima di servire, sganciare il vasetto e rimettere al microonde per circa due o tre minuti finché non si apre.

CONSIGLI:

  • Cinghiale: con la stessa ricetta si possono utilizzare altri tipi di carne come manzo, pollo o agnello.

  • Porro selvatico: quest’anno ne ho raccolto un bel po’ e l’ho congelato a cubetti. Se non lo avete a disposizione, potete sostituire con un pezzetto di cipolla.

  • Sicurezza: ricordatevi di utilizzare SOLO i vasetti adatti per la vasocottura e di riempire il vasetto per 3/4 della sua capienza. Rispettate la regola dei 3/4 mi raccomando! A metà o meno dei 3/4 risulta pericoloso. Se invece lo si riempie troppo, non si lascia al vapore lo spazio per formarsi e allora il vasetto sfiaterà fuori sporcando tutto il microonde (ed è comunque pericoloso).

Il 17 novembre 2018 partirà la settima edizione di Gluten Free Expo, la fiera internazionale dedicata al mercato e ai prodotti senza glutine e la seconda di Lactose Free Expo, salone dedicato al mercato e ai prodotti senza lattosio. Vi lascio il link ufficiale dove potete trovare info e news e il link alla mia pagina dedicata dove c’è uno sconto riservato a voi! ?

LACTOSE FREE EXPO

Gavinedda – Lactose Free Expo

Kanelbullar svedesi

Per me che sono una lettrice accanita, la Svezia è sempre stata il luogo freddo, affascinante (e anche un po’ inquietante) dove vivevano i protagonisti dei miei romanzi thriller preferiti. Immaginavo Wallander mentre risolveva omicidi assurdi, Lisbeth Salander mentre fuggiva dai suoi aggressori ma anche la “normalità” della vita di tutti i giorni descritta nei romanzi di Camilla Lackberg. La Svezia descritta in questi romanzi è calda, accogliente e mostra un clima familiare molto ospitale. In qualsiasi casa vadano i protagonisti Erica e Patrik (spesso anche a portare brutte notizie), trovano sempre un caffè caldo e una montagna di dolcetti che li aspettano, un po’ come si fa da noi qua in Sardegna.

Ma non è tutto qui! Quello che mi ha sempre affascinato della cultura svedese (ma anche danese e norvegese) è la loro filosofia di vita detta hygge che è un sostantivo che loro usano per descrivere un sentimento o una situazione di calma, di benessere da passare insieme agli altri. È la capacità di apprezzare e gioire delle piccole cose di tutti i giorni, della quotidianità. Voi direte che è banale, scontato! Ma rifletteteci bene! Non è così. Quanto tempo dedichiamo ai piccoli piaceri quotidiani? Poco o nulla purtroppo… Siamo sempre di corsa e stressati. Promettiamo caffè a tempo ad amici e parenti e poi rimandiamo sempre per mancanza di tempo. Beh gli svedesi (e i nordici in particolare) son più saggi di noi e non lo fanno. Loro hanno il loro fika giornaliero. Non siate maliziosi! Il fika svedese è simile alla nostra pausa caffè. E’ un momento in cui ci si ritrova a socializzare e a stare con gli altri davanti ad una bevanda calda (the e/o caffè) accompagnata sempre da dolci. Gli svedesi ci tengono talmente tanto da averla ufficializzata anche nei posti di lavoro e da avergli dedicato una giornata apposita: il 4 ottobre.

Per me oggi la Svezia è il paese dalle “grandi acque” (nel suo territorio ci son tantissimi laghi), dalle foreste incontaminate (fare escursioni nei suoi boschi è una esperienza unica) e dall’accoglienza calorosa e che non ti aspetti. Ho avuto la fortuna di visitare la Svezia e la sua parte rurale nel 2014 e me ne son innamorata in una maniera folle. Ci hanno accolti stritolandoci in un lungo abbraccio e con la tavola imbandita di ogni ben di Dio (nonostante il nostro arrivo dopo le 23!). Ci hanno ospitato facendoci sentire davvero i benvenuti e ci hanno messo a disposizione ogni angolo della propria casa preparandoci anche una sauna sotto le stelle (è stata una delle esperienze più inaspettate e belle di tutto il viaggio). Perché la Svezia è così! E’ un paese che non ti aspetti… Una filosofia di vita che non ti aspetti… E anche una cucina e dei dolci che non ti aspetti! Ebbene sì! Proprio in Svezia son stata folgorata! Voi direte da un vichingo alto un metro e novanta bello come il sole? Non proprio (o meglio non lo ammetterò mai! 😆 )… Il mio amore va a quella meraviglia chiamata kanelbulle. E’ il loro dolce caratteristico, un pan brioche aromatizzato al cardamomo farcito con zucchero e cannella. Il nome kanelbulle (kanelbullar al plurale) non vi dice nulla? Forse li conoscete col nome americano di cinnamon rolls. Sono molto simili e pare che siano arrivati in America con i migranti svedesi. In Svezia i bullar son i protagonisti più famosi del loro momento fika, talmente conosciuti da avergli dedicato un giorno di festeggiamenti: il 4 ottobre.

Quindi è con molto molto piacere che ho deciso di partecipare all’evento del 4 ottobre prossimo organizzato dalle due bravissime Blogger Vanessa (La cucina della Sgrufetta) e Maria (Mabka ricette senza lattosio) per omaggiare anche in Italia i kanelbullar svedesi alias cinnamon buns. Per l’occasione ho rispolverato questa vecchia buonissima ricetta (risale al 2015) e l’ho riproposta in una veste nuova.

Ed eccola qua! 😉
INGREDIENTI:

Per la pasta:

  • 25 gr di lievito di birra
  • 75 gr di burro senza lattosio (lattosio <0,01%)
  • 250 ml di latte senza lattosio (lattosio <0,01%)
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino da thé di cardamomo macinato
  • 420 gr di farina
  • 1 uovo sbattuto per spennellare
  • zucchero in granella per decorare

Per il ripieno:

  • 100 gr di burro senza lattosio (lattosio <0,01%)
  • 100 gr di zucchero
  • 2 cucchiai da thé di cannella

PREPARAZIONE:

Tagliare il burro a fette sottili e aspettare che si ammorbidisca a temperatura ambiente. Va aggiunto a piccole dosi all’impasto senza riscaldarlo, così i kanelbullar svedesi verranno più soffici. Sbriciolare il lievito in una terrina e aggiungere un po’ di latte che deve essere a temperatura ambiente (circa 37 gradi). Aggiungere il resto del latte e poi il burro a piccoli pezzi. Aggiungere il sale, lo zucchero e il cardamomo e mescolare con una forchetta. Aggiungere la farina lentamente in modo da ottenere un impasto morbido e liscio che va lavorato prima con la forchetta e successivamente con le mani. L’impasto va lavorato con le mani in un piano di lavoro e deve avere la consistenza morbida e liscia. Attenti a non aggiungere troppa farina! 😉
Fare lievitare l’impasto per circa due ore o fino al raddoppio; all’aria aperta se c’è abbastanza caldo o nel forno con luce accesa se c’è freddo.

Ora prepariamo il ripieno! 😉
Mescolare il burro, la cannella e lo zucchero e ottenere un impasto omogeneo e senza grumi.

Lavorare l’impasto e poi stenderlo in forma quadrata di circa 20×50 cm. Applicare il ripieno ricordandosi di lasciare i bordi liberi per chiudere i kanelbullar. Tranquilli! Man mano che si lavora il ripieno, il burro si scioglierà e diventerà più semplice. Ora bisogna arrotolare il tutto dalla parte della lunghezza e poi tagliare delle fette spesse di circa 1,5 – 2 cm. Io per non appiattirle col coltello, per tagliare le fette ho utilizzato del filo. Potete usare quello per alimenti o in mancanza il filo interdentale.

Sistemare i kanelbullar svedesi nella teglia da forno ricoperta di carta da forno e spennellarli con uovo sbattuto. Eventualmente aggiungere la granella di zucchero per guarnire. I kanelbullar devono esser messi distanti perché devono lievitare per un’altra ora.
Ora non resta che infornarli per circa 10 – 15 minuti col forno ventilato a 175 ° C e saranno pronti quando diventano scuri. Il profumo di cardamomo ma soprattutto di cannella che sprigionano durante la cottura è davvero una delizia! 🙂

Ed eccoli qua!!! 🙂
CONSIGLI:

  • Per guarnire: si possono guarnire con la granella di zucchero oppure con una glassa preparata con zucchero a velo e acqua. Io stavolta li ho lasciati semplici.
  • Pan brioche: questa ricetta è ottima. Si può utilizzare per preparare qualsiasi tipo di brioche… Che ne dite di un ripieno di marmellata o di nocciolata?

Frittata zucca e patate

Frittata zucca e patate…

Storia di un venerdì sera in cui arrivi a casa distrutta e nella tua dieta son presenti uova e patate ma tu non ne vuoi sapere né di uova sode né della solita insalata mista… Apri il frigo, vedi che c’è un bel pezzo di zucca gialla da consumare e ti torna il sorriso! ? E in men che non si dica la cena è salva! ???

La frittata zucca e patate è completamente senza lattosio.

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 250 gr di zucca gialla (già sbucciata e senza la parte interna con i semi)
  • 200 gr di patate (già sbucciate)
  • 2 uova
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 porro selvatico (o un pezzetto di cipolla)
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.

PREPARAZIONE:

Tagliare le patate a cubetti, condire con un po’ di sale fino e cuocere al microonde per circa 5 – 6 minuti.

Tagliare la zucca gialla a cubetti, condire con sale fino e cuocere al microonde per circa 8 – 10 minuti.

Nel frattempo lavare il rametto di rosmarino, togliere la parte legnosa e tritare le foglioline.

In una teglia da forno rivestita con carta da forno mettere le patate, la zucca gialla e condire con il rosmarino e due cucchiaini di olio extravergine di oliva. Lasciare intiepidire.

Rompere le uova, aggiungere sale fino e pepe nero e sbattere energicamente con la forchetta.

Aggiungere le uova alla zucca e patate e infornare a 200°C in forno statico per circa 20 – 30 minuti o finché la superficie è ben dorata.

Servire calda o tiepida, in base al proprio gusto.

CONSIGLI:

  • Zucca gialla: io la adoro ma se non vi piace o non l’avete a disposizione, potete sostituire con peperoni e/o zucchine.
  • Antipasto: la frittata zucca e patate, tagliata a quadratini piccoli è buonissima anche come antipasto.

Risotto zucca e rosmarino

Risotto zucca e rosmarino…

Guardate che meraviglia!!! ???

Dopo la stagione infinita delle zucchine (ancora in produzione eh!) e quella delle melanzane, un paio di giorni fa mio babbo è arrivato a casa con queste meravigliose zucche. Tutta farina del suo sacco ovviamente, io quest’anno son solamente riuscita a non far seccare le piante grasse e per me questo è già un traguardo importante! ?

Visto che oggi la mia dieta prevedeva il riso, perché non farlo direttamente con la zucca gialla? È ipocalorica, ricca di vitamine e sali minerali e poi è deliziosa! Ho voluto sperimentare l’accostamento con il rosmarino che ha un sapore particolare che contrasta col dolce della zucca e vi dico che son rimasta sorpresa. Il risotto zucca e rosmarino ha un sapore delicato e, mentre cucinava, la casa era invasa dal bellissimo profumo del rosmarino. Ricetta assolutamente promossa! La prossima volta proverò con la pasta! ?

Ho condito il risotto zucca e rosmarino con un formaggio grana grattugiato che è naturalmente privo di lattosio, adatto per la maggior parte degli intolleranti al lattosio. Se non lo tollerate, potete sostituire con una alternativa vegetale o con lievito inattivo in scaglie.

E ora ecco la ricetta! ?

INGREDIENTI:

  • 250 gr di zucca gialla
  • 80 gr di riso
  • 2 rametti di rosmarino
  • 1 bustina di zafferano
  • Cipolla q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Peperoncino q.b.
  • Formaggio grana grattugiato naturalmente privo di lattosio (per condire)

PREPARAZIONE:

Sbucciare la zucca gialla, togliere i semi, lavarla e tagliarla a dadini sottili. Anche la cipolla va sbucciata, lavata e ridotta a pezzetti minuscoli.

In un tegame capiente soffriggere la cipolla con l’olio extravergine di oliva e aggiungere la zucca gialla tagliata a dadini, un pizzico di sale fino e un rametto di rosmarino. Cuocere a fuoco medio e aggiungere acqua bollente se necessario. Ogni tanto mescolare e schiacciare con un cucchiaio di legno (mi piace che la zucca si sciolga creando una cremina).

Quando la zucca è quasi cotta e l’acqua è evaporata, aggiungere il riso e far tostare per qualche minuto. Aggiungere lo zafferano sciolto in un po’ d’acqua, il rosmarino, il peperoncino, regolare di sale e cuocere a fuoco medio – basso aggiungendo acqua bollente man mano che serve e mescolando di continuo.

Spegnere il riso quando è quasi cotto, mettere il tappo al tegame e lasciar riposare un paio di minuti.

Aggiungere il formaggio grattugiato (io ho utilizzato quello naturalmente privo di lattosio), mescolare e servire caldo.

CONSIGLI:

  • Rosmarino: secondo me è perfetto con la zucca. Se non vi piace potete sostituire con la menta o col timo. Se vi danno fastidio gli aghi di rosmarino, potete tritarlo prima e utilizzare il trito.
  • Formaggio grattugiato naturalmente privo di lattosio: io lo uso e non mi crea problemi. Potete sostituire con una alternativa vegetale o con lievito di birra inattivo in scaglie.

Sapa

Sapa…

Quando l’Aili (Associazione Italiana Latto-Intolleranti) mi ha proposto di preparare qualcosa con l’uva, ammetto di essere rimasta un po’ perplessa. A me non piace l’uva da tavola né l’uva fragola: l’unico modo in cui mangio l’uva è quando è già stata trasformata in vino! ?

Pensavo già di non poter partecipare e poi ho iniziato a pensare alla vigna, alla vendemmia e alla mia infanzia passata in campagna con i miei nonni che erano dei bravissimi agricoltori. E mi son rivista bambina che aiutavo la mia nonnina nella preparazione di dolci e ricette rustiche tipiche della cultura contadina.

Ogni anno alla fine della vendemmia, mia nonna metteva da parte un po’ di mosto per preparare la sapa (o saba). La sapa detta anche “miele d’uva” o “vino cotto”, si ottiene dalla cottura lenta del mosto, ha un sapore dolce e si usa nella preparazione dei dolci tradizionali, soprattutto del pane sapa, dolce fatto con la frutta secca, la sapa e il miele tipico della festa di Sant’Antonio (festa molto sentita in Sardegna perché dà il via al Carnevale).

INGREDIENTI:

  • Mosto d’uva

PREPARAZIONE:

La preparazione della sapa sembra molto semplice (ha un solo ingrediente) ma non è così. Il mosto d’uva deve cuocere molto lentamente ed essere mescolato spesso per evitare che si attacchi. Son necessarie dalle 4 alle 8 ore di cottura e la sapa è pronta quando ha una consistenza leggermente densa e liquorosa e il mosto d’uva si è ridotto di circa un terzo rispetto al quantitativo iniziale.

CONSERVAZIONE:

Si può conservare nelle bottiglie o nei vasetti di vetro (precedentemente sterilizzati) con chiusura ermetica. La sapa non ha una vera scadenza perché lo zucchero contenuto nell’uva fa da conservante; tuttavia noi la consumiamo entro un anno dalla sua preparazione.

Pasta alle melanzane

Pasta alle melanzane…

Eccomi qui! Tornata dalle ferie e alle prese con la mia vita di sempre. Sinceramente pensavo (e soprattutto speravo!) in un inizio un po’ più soft ma non è stato così!  😥 Anzi… Tutto il contrario! Un sacco di scadenze di lavoro, di cose da fare e di impegni da portare al termine. E poi cerimonie a gogò! Qua settembre è mese di matrimoni, battesimi, sagre paesane, etc! E fuori c’è ancora l’estate che non vuole andare via… Tanto, troppo caldo! Che non mi aiuta di certo. Non vedo l’ora che arrivi l’autunno con i suoi colori e sapori e soprattutto con temperature più miti e con qualche impegno in meno!  😉 Voglio godermi un po’ di relax, andare seriamente in palestra, fare seriamente dieta… Insomma riprendere con i soliti ritmi annuali!

Una delle cose belle di questa estate infinita è l’orto ancora in produzione. Dopo il periodo zucchine (che stanno ancora crescendo eh!), ora son passata al periodo melanzane. Devo essere sincera… Preferisco le prime perché secondo me son più versatili ma anche le melanzane si possono cucinare in tantissimi modi. Io stavolta per mancanza di tempo (e perché sto cercando di mangiare più leggero visti gli sgarri dei weekend!) ho deciso di preparare una semplicissima pasta alle melanzane. Semplice semplice, veloce veloce ma vi dico che è davvero deliziosa. Si può aromatizzare con il basilico o il prezzemolo o origano, ma io in questo periodo son entrata in fissa col timo. Prima lo utilizzavo solo per le carni (soprattutto per gli spezzatini di coniglio o cinghiale) ma ultimamente lo sto apprezzando anche con i primi piatti, sia solo che insieme alle altre spezie. Conferisce alle pietanze un profumo inconfondibile e un sapore particolare, diverso e che a me piace molto. Per condire la pasta alle melanzane ho utilizzato un pochino di Lodigrana Bella Lodi che è naturalmente senza lattosio e quindi adatto alla maggior parte degli intolleranti al lattosio. Se siete in fase di disintossicazione da lattosio, potete sostituire con il lievito inattivo in scaglie.  😉

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 1 melanzana medio – grande
  • 80 gr di pasta (io ho scelto le conchiglie)
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 pezzetto piccolo di cipolla
  • 1 rametto di timo
  • Lodigrana Bella Lodi (naturalmente privo di lattosio) q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Peperoncino q.b.

 

PREPARAZIONE:

Per prima cosa bisogna mettere l’acqua in una pentola capiente e portarla ad ebollizione per poter cuocere la pasta.

Lavare la melanzana, togliere le parti finali e tagliarla a cubetti. Lavare e tagliare la cipolla e pezzetti sottili e farla soffriggere nell’olio extravergine di oliva. Aggiungere le melanzane a cubetti e cuocere a fuoco medio. Se fosse necessario, aggiungere un po’ di acqua bollente. Aggiungere anche il rametto di timo e il peperoncino.

In contemporanea cuocere la pasta e scolarla al dente facendola saltare insieme alle melanzane. Spegnere il fornello, aggiungere la Lodigrana Bella Lodi, mescolare e servire caldo.

CONSIGLI:

  • Erbe e spezie: se non vi piace il timo, potete sostituirlo con una qualsiasi altra spezia come l’origano oppure con prezzemolo o basilico freschi.
  • Formaggio: se non vi piace o per aver un piatto vegano, potete sostituire con lievito di birra inattivo in scaglie. La pasta alle melanzane verrà buona anche così.