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Spezzatino di cinghiale in vasocottura

Spezzatino di cinghiale in vasocottura…

E’ arrivato l’autunno, le temperature son scese e io ho mantenuto fede ai miei buoni propositi riprendendo seriamente con la palestra e la dieta. Non pensate che la mia sia una dieta restrittiva o dimagrante… Ho trovato una nutrizionista davvero brava che mi ha prescritto una dieta molto varia: per pranzo posso scegliere tra pasta, riso, orzo, farro, cucus, bulgur, amaranto, quinoa e grano saraceno, le colazioni non son mai uguali e per cena alterno tra carne, pesce e uova. E anche tra la carne ho davvero ampia scelta… Ecco perché un paio di giorni fa ho deciso di mangiare la carne di cinghiale e, visto il poco tempo a disposizione per preparare lo spezzatino, ho pensato di sperimentare nuovamente con la vasocottura.  

La vasocottura è un metodo innovativo che in soli sei minuti di cottura al microonde (più 15 minuti di riposo) permette di preparare tantissimi piatti. Io lo trovo assolutamente geniale e, nel giro di un’oretta o poco più, mi permette di organizzarmi quasi tutti i pasti della settimana (mangio fuori casa tutti i giorni e odio vivere di panini).
IMPORTANTE. La tecnica della vasocottura è molto bella e interessante ma deve esser seguita in sicurezza, rispettando tutte le regole contenute nel Blog “Nel tegame sul fuoco” e studiando bene la tecnica originale così come spiegata da Rosella Errante. Mi raccomando, non sperimentate senza aver studiato bene il tutto.

Cliccate su questo link e trovate tutte le indicazioni e le regole da seguire per una VASOCOTTURA in sicurezza e senza rischi.

Lo spezzatino di cinghiale in vasocottura è completamente senza lattosio, adatto agli intolleranti (al lattosio) e a chi sta seguendo un periodo di disintossicazione (da lattosio).

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

(per un vasetto da 500 ml)

  • 180 gr di polpa di cinghiale tagliata a cubetti

  • 2 cucchiaini di olio extravergine di oliva

  • 2 rametti di timo

  • 4 pomodori ciliegina

  • 1 pezzetto di porro selvatico

  • 1 cucchiaio di vino rosso

  • Sale fino q.b.

  • Peperoncino q.b.

PREPARAZIONE:

In un vasetto adatto per la vasocottura (dovete usare solo quelli, trovate tutte le indicazioni seguendo questo link VASOCOTTURA) mettere l’olio extravergine di oliva, il pezzetto di porro selvatico, la carne di cinghiale tagliata a cubetti, i pomodorini ciliegina lavati e tagliati in quattro pezzi, i rametti di timo. Aggiungere il sale fino, il peperoncino, un cucchiaio di vino rosso e mescolare tutto. Il vasetto va riempito rispettando la regola dei 3/4 della sua capienza. Questo è molto importante.

Pulire bene i bordi del vasetto e tappare. Cuocere per sei minuti nel forno a microonde alla potenza da voi testata (vedi il link VASOCOTTURA). Lasciar riposare per circa 15 – 20 minuti in modo che si formi il sottovuoto e che lo spezzatino di cinghiale in vasocottura finisca di cuocere.

Prima di servire, sganciare il vasetto e rimettere al microonde per circa due o tre minuti finché non si apre.

CONSIGLI:

  • Cinghiale: con la stessa ricetta si possono utilizzare altri tipi di carne come manzo, pollo o agnello.

  • Porro selvatico: quest’anno ne ho raccolto un bel po’ e l’ho congelato a cubetti. Se non lo avete a disposizione, potete sostituire con un pezzetto di cipolla.

  • Sicurezza: ricordatevi di utilizzare SOLO i vasetti adatti per la vasocottura e di riempire il vasetto per 3/4 della sua capienza. Rispettate la regola dei 3/4 mi raccomando! A metà o meno dei 3/4 risulta pericoloso. Se invece lo si riempie troppo, non si lascia al vapore lo spazio per formarsi e allora il vasetto sfiaterà fuori sporcando tutto il microonde (ed è comunque pericoloso).

Il 17 novembre 2018 partirà la settima edizione di Gluten Free Expo, la fiera internazionale dedicata al mercato e ai prodotti senza glutine e la seconda di Lactose Free Expo, salone dedicato al mercato e ai prodotti senza lattosio. Vi lascio il link ufficiale dove potete trovare info e news e il link alla mia pagina dedicata dove c’è uno sconto riservato a voi! ?

LACTOSE FREE EXPO

Gavinedda – Lactose Free Expo

Kanelbullar svedesi

Per me che sono una lettrice accanita, la Svezia è sempre stata il luogo freddo, affascinante (e anche un po’ inquietante) dove vivevano i protagonisti dei miei romanzi thriller preferiti. Immaginavo Wallander mentre risolveva omicidi assurdi, Lisbeth Salander mentre fuggiva dai suoi aggressori ma anche la “normalità” della vita di tutti i giorni descritta nei romanzi di Camilla Lackberg. La Svezia descritta in questi romanzi è calda, accogliente e mostra un clima familiare molto ospitale. In qualsiasi casa vadano i protagonisti Erica e Patrik (spesso anche a portare brutte notizie), trovano sempre un caffè caldo e una montagna di dolcetti che li aspettano, un po’ come si fa da noi qua in Sardegna.

Ma non è tutto qui! Quello che mi ha sempre affascinato della cultura svedese (ma anche danese e norvegese) è la loro filosofia di vita detta hygge che è un sostantivo che loro usano per descrivere un sentimento o una situazione di calma, di benessere da passare insieme agli altri. È la capacità di apprezzare e gioire delle piccole cose di tutti i giorni, della quotidianità. Voi direte che è banale, scontato! Ma rifletteteci bene! Non è così. Quanto tempo dedichiamo ai piccoli piaceri quotidiani? Poco o nulla purtroppo… Siamo sempre di corsa e stressati. Promettiamo caffè a tempo ad amici e parenti e poi rimandiamo sempre per mancanza di tempo. Beh gli svedesi (e i nordici in particolare) son più saggi di noi e non lo fanno. Loro hanno il loro fika giornaliero. Non siate maliziosi! Il fika svedese è simile alla nostra pausa caffè. E’ un momento in cui ci si ritrova a socializzare e a stare con gli altri davanti ad una bevanda calda (the e/o caffè) accompagnata sempre da dolci. Gli svedesi ci tengono talmente tanto da averla ufficializzata anche nei posti di lavoro e da avergli dedicato una giornata apposita: il 4 ottobre.

Per me oggi la Svezia è il paese dalle “grandi acque” (nel suo territorio ci son tantissimi laghi), dalle foreste incontaminate (fare escursioni nei suoi boschi è una esperienza unica) e dall’accoglienza calorosa e che non ti aspetti. Ho avuto la fortuna di visitare la Svezia e la sua parte rurale nel 2014 e me ne son innamorata in una maniera folle. Ci hanno accolti stritolandoci in un lungo abbraccio e con la tavola imbandita di ogni ben di Dio (nonostante il nostro arrivo dopo le 23!). Ci hanno ospitato facendoci sentire davvero i benvenuti e ci hanno messo a disposizione ogni angolo della propria casa preparandoci anche una sauna sotto le stelle (è stata una delle esperienze più inaspettate e belle di tutto il viaggio). Perché la Svezia è così! E’ un paese che non ti aspetti… Una filosofia di vita che non ti aspetti… E anche una cucina e dei dolci che non ti aspetti! Ebbene sì! Proprio in Svezia son stata folgorata! Voi direte da un vichingo alto un metro e novanta bello come il sole? Non proprio (o meglio non lo ammetterò mai! 😆 )… Il mio amore va a quella meraviglia chiamata kanelbulle. E’ il loro dolce caratteristico, un pan brioche aromatizzato al cardamomo farcito con zucchero e cannella. Il nome kanelbulle (kanelbullar al plurale) non vi dice nulla? Forse li conoscete col nome americano di cinnamon rolls. Sono molto simili e pare che siano arrivati in America con i migranti svedesi. In Svezia i bullar son i protagonisti più famosi del loro momento fika, talmente conosciuti da avergli dedicato un giorno di festeggiamenti: il 4 ottobre.

Quindi è con molto molto piacere che ho deciso di partecipare all’evento del 4 ottobre prossimo organizzato dalle due bravissime Blogger Vanessa (La cucina della Sgrufetta) e Maria (Mabka ricette senza lattosio) per omaggiare anche in Italia i kanelbullar svedesi alias cinnamon buns. Per l’occasione ho rispolverato questa vecchia buonissima ricetta (risale al 2015) e l’ho riproposta in una veste nuova.

Ed eccola qua! 😉
INGREDIENTI:

Per la pasta:

  • 25 gr di lievito di birra
  • 75 gr di burro senza lattosio (lattosio <0,01%)
  • 250 ml di latte senza lattosio (lattosio <0,01%)
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino da thé di cardamomo macinato
  • 420 gr di farina
  • 1 uovo sbattuto per spennellare
  • zucchero in granella per decorare

Per il ripieno:

  • 100 gr di burro senza lattosio (lattosio <0,01%)
  • 100 gr di zucchero
  • 2 cucchiai da thé di cannella

PREPARAZIONE:

Tagliare il burro a fette sottili e aspettare che si ammorbidisca a temperatura ambiente. Va aggiunto a piccole dosi all’impasto senza riscaldarlo, così i kanelbullar svedesi verranno più soffici. Sbriciolare il lievito in una terrina e aggiungere un po’ di latte che deve essere a temperatura ambiente (circa 37 gradi). Aggiungere il resto del latte e poi il burro a piccoli pezzi. Aggiungere il sale, lo zucchero e il cardamomo e mescolare con una forchetta. Aggiungere la farina lentamente in modo da ottenere un impasto morbido e liscio che va lavorato prima con la forchetta e successivamente con le mani. L’impasto va lavorato con le mani in un piano di lavoro e deve avere la consistenza morbida e liscia. Attenti a non aggiungere troppa farina! 😉
Fare lievitare l’impasto per circa due ore o fino al raddoppio; all’aria aperta se c’è abbastanza caldo o nel forno con luce accesa se c’è freddo.

Ora prepariamo il ripieno! 😉
Mescolare il burro, la cannella e lo zucchero e ottenere un impasto omogeneo e senza grumi.

Lavorare l’impasto e poi stenderlo in forma quadrata di circa 20×50 cm. Applicare il ripieno ricordandosi di lasciare i bordi liberi per chiudere i kanelbullar. Tranquilli! Man mano che si lavora il ripieno, il burro si scioglierà e diventerà più semplice. Ora bisogna arrotolare il tutto dalla parte della lunghezza e poi tagliare delle fette spesse di circa 1,5 – 2 cm. Io per non appiattirle col coltello, per tagliare le fette ho utilizzato del filo. Potete usare quello per alimenti o in mancanza il filo interdentale.

Sistemare i kanelbullar svedesi nella teglia da forno ricoperta di carta da forno e spennellarli con uovo sbattuto. Eventualmente aggiungere la granella di zucchero per guarnire. I kanelbullar devono esser messi distanti perché devono lievitare per un’altra ora.
Ora non resta che infornarli per circa 10 – 15 minuti col forno ventilato a 175 ° C e saranno pronti quando diventano scuri. Il profumo di cardamomo ma soprattutto di cannella che sprigionano durante la cottura è davvero una delizia! 🙂

Ed eccoli qua!!! 🙂
CONSIGLI:

  • Per guarnire: si possono guarnire con la granella di zucchero oppure con una glassa preparata con zucchero a velo e acqua. Io stavolta li ho lasciati semplici.
  • Pan brioche: questa ricetta è ottima. Si può utilizzare per preparare qualsiasi tipo di brioche… Che ne dite di un ripieno di marmellata o di nocciolata?

Frittata zucca e patate

Frittata zucca e patate…

Storia di un venerdì sera in cui arrivi a casa distrutta e nella tua dieta son presenti uova e patate ma tu non ne vuoi sapere né di uova sode né della solita insalata mista… Apri il frigo, vedi che c’è un bel pezzo di zucca gialla da consumare e ti torna il sorriso! ? E in men che non si dica la cena è salva! ???

La frittata zucca e patate è completamente senza lattosio.

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 250 gr di zucca gialla (già sbucciata e senza la parte interna con i semi)
  • 200 gr di patate (già sbucciate)
  • 2 uova
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 porro selvatico (o un pezzetto di cipolla)
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.

PREPARAZIONE:

Tagliare le patate a cubetti, condire con un po’ di sale fino e cuocere al microonde per circa 5 – 6 minuti.

Tagliare la zucca gialla a cubetti, condire con sale fino e cuocere al microonde per circa 8 – 10 minuti.

Nel frattempo lavare il rametto di rosmarino, togliere la parte legnosa e tritare le foglioline.

In una teglia da forno rivestita con carta da forno mettere le patate, la zucca gialla e condire con il rosmarino e due cucchiaini di olio extravergine di oliva. Lasciare intiepidire.

Rompere le uova, aggiungere sale fino e pepe nero e sbattere energicamente con la forchetta.

Aggiungere le uova alla zucca e patate e infornare a 200°C in forno statico per circa 20 – 30 minuti o finché la superficie è ben dorata.

Servire calda o tiepida, in base al proprio gusto.

CONSIGLI:

  • Zucca gialla: io la adoro ma se non vi piace o non l’avete a disposizione, potete sostituire con peperoni e/o zucchine.
  • Antipasto: la frittata zucca e patate, tagliata a quadratini piccoli è buonissima anche come antipasto.

Risotto zucca e rosmarino

Risotto zucca e rosmarino…

Guardate che meraviglia!!! ???

Dopo la stagione infinita delle zucchine (ancora in produzione eh!) e quella delle melanzane, un paio di giorni fa mio babbo è arrivato a casa con queste meravigliose zucche. Tutta farina del suo sacco ovviamente, io quest’anno son solamente riuscita a non far seccare le piante grasse e per me questo è già un traguardo importante! ?

Visto che oggi la mia dieta prevedeva il riso, perché non farlo direttamente con la zucca gialla? È ipocalorica, ricca di vitamine e sali minerali e poi è deliziosa! Ho voluto sperimentare l’accostamento con il rosmarino che ha un sapore particolare che contrasta col dolce della zucca e vi dico che son rimasta sorpresa. Il risotto zucca e rosmarino ha un sapore delicato e, mentre cucinava, la casa era invasa dal bellissimo profumo del rosmarino. Ricetta assolutamente promossa! La prossima volta proverò con la pasta! ?

Ho condito il risotto zucca e rosmarino con un formaggio grana grattugiato che è naturalmente privo di lattosio, adatto per la maggior parte degli intolleranti al lattosio. Se non lo tollerate, potete sostituire con una alternativa vegetale o con lievito inattivo in scaglie.

E ora ecco la ricetta! ?

INGREDIENTI:

  • 250 gr di zucca gialla
  • 80 gr di riso
  • 2 rametti di rosmarino
  • 1 bustina di zafferano
  • Cipolla q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Peperoncino q.b.
  • Formaggio grana grattugiato naturalmente privo di lattosio (per condire)

PREPARAZIONE:

Sbucciare la zucca gialla, togliere i semi, lavarla e tagliarla a dadini sottili. Anche la cipolla va sbucciata, lavata e ridotta a pezzetti minuscoli.

In un tegame capiente soffriggere la cipolla con l’olio extravergine di oliva e aggiungere la zucca gialla tagliata a dadini, un pizzico di sale fino e un rametto di rosmarino. Cuocere a fuoco medio e aggiungere acqua bollente se necessario. Ogni tanto mescolare e schiacciare con un cucchiaio di legno (mi piace che la zucca si sciolga creando una cremina).

Quando la zucca è quasi cotta e l’acqua è evaporata, aggiungere il riso e far tostare per qualche minuto. Aggiungere lo zafferano sciolto in un po’ d’acqua, il rosmarino, il peperoncino, regolare di sale e cuocere a fuoco medio – basso aggiungendo acqua bollente man mano che serve e mescolando di continuo.

Spegnere il riso quando è quasi cotto, mettere il tappo al tegame e lasciar riposare un paio di minuti.

Aggiungere il formaggio grattugiato (io ho utilizzato quello naturalmente privo di lattosio), mescolare e servire caldo.

CONSIGLI:

  • Rosmarino: secondo me è perfetto con la zucca. Se non vi piace potete sostituire con la menta o col timo. Se vi danno fastidio gli aghi di rosmarino, potete tritarlo prima e utilizzare il trito.
  • Formaggio grattugiato naturalmente privo di lattosio: io lo uso e non mi crea problemi. Potete sostituire con una alternativa vegetale o con lievito di birra inattivo in scaglie.

Sapa

Sapa…

Quando l’Aili (Associazione Italiana Latto-Intolleranti) mi ha proposto di preparare qualcosa con l’uva, ammetto di essere rimasta un po’ perplessa. A me non piace l’uva da tavola né l’uva fragola: l’unico modo in cui mangio l’uva è quando è già stata trasformata in vino! ?

Pensavo già di non poter partecipare e poi ho iniziato a pensare alla vigna, alla vendemmia e alla mia infanzia passata in campagna con i miei nonni che erano dei bravissimi agricoltori. E mi son rivista bambina che aiutavo la mia nonnina nella preparazione di dolci e ricette rustiche tipiche della cultura contadina.

Ogni anno alla fine della vendemmia, mia nonna metteva da parte un po’ di mosto per preparare la sapa (o saba). La sapa detta anche “miele d’uva” o “vino cotto”, si ottiene dalla cottura lenta del mosto, ha un sapore dolce e si usa nella preparazione dei dolci tradizionali, soprattutto del pane sapa, dolce fatto con la frutta secca, la sapa e il miele tipico della festa di Sant’Antonio (festa molto sentita in Sardegna perché dà il via al Carnevale).

INGREDIENTI:

  • Mosto d’uva

PREPARAZIONE:

La preparazione della sapa sembra molto semplice (ha un solo ingrediente) ma non è così. Il mosto d’uva deve cuocere molto lentamente ed essere mescolato spesso per evitare che si attacchi. Son necessarie dalle 4 alle 8 ore di cottura e la sapa è pronta quando ha una consistenza leggermente densa e liquorosa e il mosto d’uva si è ridotto di circa un terzo rispetto al quantitativo iniziale.

CONSERVAZIONE:

Si può conservare nelle bottiglie o nei vasetti di vetro (precedentemente sterilizzati) con chiusura ermetica. La sapa non ha una vera scadenza perché lo zucchero contenuto nell’uva fa da conservante; tuttavia noi la consumiamo entro un anno dalla sua preparazione.

Pasta alle melanzane

Pasta alle melanzane…

Eccomi qui! Tornata dalle ferie e alle prese con la mia vita di sempre. Sinceramente pensavo (e soprattutto speravo!) in un inizio un po’ più soft ma non è stato così!  😥 Anzi… Tutto il contrario! Un sacco di scadenze di lavoro, di cose da fare e di impegni da portare al termine. E poi cerimonie a gogò! Qua settembre è mese di matrimoni, battesimi, sagre paesane, etc! E fuori c’è ancora l’estate che non vuole andare via… Tanto, troppo caldo! Che non mi aiuta di certo. Non vedo l’ora che arrivi l’autunno con i suoi colori e sapori e soprattutto con temperature più miti e con qualche impegno in meno!  😉 Voglio godermi un po’ di relax, andare seriamente in palestra, fare seriamente dieta… Insomma riprendere con i soliti ritmi annuali!

Una delle cose belle di questa estate infinita è l’orto ancora in produzione. Dopo il periodo zucchine (che stanno ancora crescendo eh!), ora son passata al periodo melanzane. Devo essere sincera… Preferisco le prime perché secondo me son più versatili ma anche le melanzane si possono cucinare in tantissimi modi. Io stavolta per mancanza di tempo (e perché sto cercando di mangiare più leggero visti gli sgarri dei weekend!) ho deciso di preparare una semplicissima pasta alle melanzane. Semplice semplice, veloce veloce ma vi dico che è davvero deliziosa. Si può aromatizzare con il basilico o il prezzemolo o origano, ma io in questo periodo son entrata in fissa col timo. Prima lo utilizzavo solo per le carni (soprattutto per gli spezzatini di coniglio o cinghiale) ma ultimamente lo sto apprezzando anche con i primi piatti, sia solo che insieme alle altre spezie. Conferisce alle pietanze un profumo inconfondibile e un sapore particolare, diverso e che a me piace molto. Per condire la pasta alle melanzane ho utilizzato un pochino di Lodigrana Bella Lodi che è naturalmente senza lattosio e quindi adatto alla maggior parte degli intolleranti al lattosio. Se siete in fase di disintossicazione da lattosio, potete sostituire con il lievito inattivo in scaglie.  😉

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 1 melanzana medio – grande
  • 80 gr di pasta (io ho scelto le conchiglie)
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 pezzetto piccolo di cipolla
  • 1 rametto di timo
  • Lodigrana Bella Lodi (naturalmente privo di lattosio) q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Peperoncino q.b.

 

PREPARAZIONE:

Per prima cosa bisogna mettere l’acqua in una pentola capiente e portarla ad ebollizione per poter cuocere la pasta.

Lavare la melanzana, togliere le parti finali e tagliarla a cubetti. Lavare e tagliare la cipolla e pezzetti sottili e farla soffriggere nell’olio extravergine di oliva. Aggiungere le melanzane a cubetti e cuocere a fuoco medio. Se fosse necessario, aggiungere un po’ di acqua bollente. Aggiungere anche il rametto di timo e il peperoncino.

In contemporanea cuocere la pasta e scolarla al dente facendola saltare insieme alle melanzane. Spegnere il fornello, aggiungere la Lodigrana Bella Lodi, mescolare e servire caldo.

CONSIGLI:

  • Erbe e spezie: se non vi piace il timo, potete sostituirlo con una qualsiasi altra spezia come l’origano oppure con prezzemolo o basilico freschi.
  • Formaggio: se non vi piace o per aver un piatto vegano, potete sostituire con lievito di birra inattivo in scaglie. La pasta alle melanzane verrà buona anche così.

 

Risotto melanzane e timo

Risotto melanzane e timo…

Oggi per me è il giorno del ritorno alla mia solita vita; lavoro, palestra e dieta. Son state ferie interessanti, riposanti e riflessive ma son passate molto velocemente, forse troppo! Riprendere è sempre un po’ traumatico ma ce la sto facendo alla grande! ??????

E riprendo seriamente anche con la dieta, approfittando della frutta e verdura di stagione… Dopo avervi stressato con la produzione di zucchine (che è ancora attiva), ora inizio con le melanzane! ? Mi piacciono molto e le uso spesso in combo con peperoni e zucchine. Stavolta ho deciso di utilizzarle da sole per preparare un semplice risotto che poi ho insaporito con del timo. L’idea del timo mi è venuta così per caso quando ho sentito il profumo nel mio giardino. Ne è venuto fuori un primo piatto delizioso, delicato e non troppo pesante da digerire… Ottimo anche da portare in ufficio in pausa pranzo. ?

Nella ricetta è presente la Lodigrana che è naturalmente senza lattosio, adatto agli intolleranti al lattosio come me.

E ora ecco la ricetta! ?

INGREDIENTI:

  • 1 melanzana medio – grande
  • 80 gr di riso
  • 30 gr di formaggio grattugiato Lodigrana (naturalmente privo di lattosio)
  • 2 cucchiaini di olio extravergine di oliva
  • 3 mazzetti di timo
  • Cipolla o scalogno q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Peperoncino q.b.

PREPARAZIONE:

Lavare la melanzana, togliere le estremità e tagliarla a cubetti.

In un tegame capiente soffriggere la cipolla tagliata molto sottile insieme all’olio extravergine di oliva. Aggiungere le melanzane, aggiustare di sale e cuocere a fuoco medio.

Aggiungere il riso, far tostare e poi l’acqua a poco a poco e mescolare di continuo. Aggiungere anche i rametti di timo.

Quando il riso è pronto, spegnere il fornello e aggiungere il Lodigrana grattugiato e un pizzico di peperoncino. Aggiustare di sale, mescolare il tutto e servire caldo.

CONSIGLI:

  • Cottura: io preferisco il risotto melanzane e timo con una cottura “al dente”; di solito spengo a 2/3 della cottura e lascio tappato per circa cinque minuti. Quando ho tempo a disposizione, utilizzo i tegami in coccio così il riso cucina più lentamente e ha modo di assorbire tutti i sapori.
  • Menta: potete aggiungere un paio di foglioline per profumare ma non più di due, altrimenti coprite il sapore particolare del timo.

Cheesecake cocco e cioccolato

Cheesecake cocco e cioccolato…

Sembrava lontanissimo eppure Ferragosto è arrivato e con esso pure le mie ferie! ??? Ebbene sì! Finalmente ci siamo! Primo giorno di ferie pure per me! ??? Meraviglia! E cosa ho fatto? Assolutamente nulla! Stavolta ero invitata a pranzo, ho accantonato la dieta e mi son goduta una mangiata pazzesca ma soprattutto un’ottima compagnia. Ho preparato giusto il gelato con biscotto e la cheesecake cocco e cioccolato da portare in dono come dolce.

Per la cheesecake cocco e cioccolato ho utilizzato la parte grassa del latte di cocco che vendono il lattine (dovete mettere la lattina in frigo per almeno una notte in modo che la parte grassa solidifichi e si separi dalla parte liquida) e, per dare più sapore, ho aggiunto la farina di cocco. Come formaggio ho utilizzato uno spalmabile con lattosio residuo <0,01% che non dovrebbe dare problemi alla maggior parte degli intolleranti al lattosio come me, ma sostituite con uno spalmabile vegetale se siete in disintossicazione da lattosio. Nella base ho utilizzato un burro senza lattosio con lattosio <0,01%. Nella ganache di cioccolato ho utilizzato una panna che contiene le proteine del latte ma non il lattosio. Con questi accorgimenti ho ottenuto una cheesecake cocco e cioccolato davvero deliziosa e con pochissimo lattosio e ho potuto mangiarla senza problemi o senza dover ricorrere agli enzimi. Devo ammettere che son molto contenta del risultato finale! ???

Per quanto riguarda la foto, l’ho fatta velocemente prima di andar via per pranzo (ovviamente ero in ritardo! ?). Sullo sfondo si intravvede il camino spento… Sarà stata una scelta inconscia e una voglia di autunno, camino acceso, plaid, tisana e libro? Me lo sto chiedendo da un paio d’ore! ???

Vabbè… Nel frattempo che rifletto sulla foto, vi lascio la ricetta! ?

INGREDIENTI:

Base:

  • 200 gr di biscotti secchi Oro Saiwa
  • 125 gr di burro senza lattosio (lattosio residuo <0,01%)
  • 4 cucchiai di cacao in polvere
  • 2 cucchiai di zucchero semolato

Crema al cocco:

  • 250 gr di latte di cocco (solo la parte grassa)
  • 175 gr di formaggio spalmabile senza lattosio (lattosio residuo <0,01%)
  • 100 gr di farina di cocco
  • 80 gr di zucchero
  • 8 gr di colla di pesce

Ganache di cioccolato:

  • 200 ml di panna liquida da montare (solo proteine del latte)
  • 200 gr di cioccolato fondente

Per guarnire:

  • 6 cucchiai di farina di cocco
  • 3 cucchiai di acqua a temperatura ambiente

PREPARAZIONE:

Base.

Sbriciolare i biscotti secchi. Aggiungere lo zucchero e il cacao amaro e mescolare bene. Sciogliere il burro senza lattosio in microonde (attenti a non farlo riscaldare troppo) e aggiungerlo mescolando in modo che venga distribuito bene in mezzo ai biscotti. Pendere una teglia tonda con cerniera e foderare la base con carta da forno. Mettere la base di biscotti e schiacciare bene compattando il tutto. Avvolgere molto bene con la pellicola (così non prende nessun odore) e far riposare in frigo per circa mezzora.

Crema al cocco.

Mettere la colla di pesce ad ammorbidire in mezzo all’acqua.

Aprire le lattine di latte di cocco e utilizzare solo la parte più grassa. Mettere in un recipiente e frullare insieme allo zucchero. Continuando a frullare, aggiungere lo spalmabile senza lattosio a poco a poco. Successivamente incorporare la farina di cocco mescolando con una spatola.

Strizzare la colla di pesce e far sciogliere in due cucchiai d’acqua bollente e aggiungere alla crema al cocco. Mescolare molto bene.

Prendere la tortiera e versare la crema al cocco sopra la base.

Avvolgere bene con la pellicola e lasciar riposare in frigo per almeno tre ore (o mettere mezzora in freezer).

Ganache di cioccolato.

Tagliare il cioccolato fondente a piccoli pezzi.

Mettere la panna senza lattosio a riscaldare fino a farle sfiorare il bollore. Spegnere, aggiungere il cioccolato fondente a pezzi e mescolare finché la ganache non diventa lucida e nera.

Prendere la tortiera e versare la ganache di cioccolato sopra la crema al cocco. Livellare bene con l’ausilio di una spatola, avvolgere con la pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per tre ore (o mezzora in freezer).

Per guarnire.

Mettere la farina di cocco in una ciotola e aggiungere l’acqua. Mescolare bene e aggiungere alla cheesecake cocco e cioccolato al momento di servire.

CONSIGLI:

  • Ho preparato la cheesecake cocco e cioccolato da portare in dono perché ero invitata a pranzo fuori. Per semplicità di trasposto, ho preparto una sola cheesecake. Ma se vi va (o avete più tempo a disposizione) potete preparare delle mini cheesecake monoporzione.
  • Potete anche fermarvi alla ganache di cioccolato senza guarnire con la farina di cocco, anche se nella versione originale è molto più golosa.

Frullato di fragole

Frullato di fragole…

Nella mia carrellata di assaggi e di frullati di stagione non poteva mancare quello che per antonomasia rappresenta l’estate: il frullato di fragole! ??? Ammetto che è uno dei più golosi che abbia mai fatto e poi sto beneficiando della produzione di fragole nel mio giardino. L’anno scorso non erano tante, ma quest’anno le piantine di fragole mi stanno dando tante soddisfazioni. E quindi vai con frullati, gelati, acque detox e tante altre cose buone!

Ho preparato il frullato di fragole utilizzando la bevanda vegetale di riso, così è completamente senza lattosio e adatto agli intolleranti e a chi sta facendo la disintossicazione (da lattosio).

Se cliccate sul link Cucina trovate la mia pagina con elenco delle ricette e, in fondo, una sezione dedicata interamente ai frullati e alle acque detox. ?

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 150 gr di fragole
  • 200 ml di bevanda di riso

PREPARAZIONE:

Lavare le fragole e tagliarle a pezzetti.

Nel bicchiere del frullatore mettere i pezzetti di fragola, un po’ di latte di riso e frullare tutto. Aggiungere il restante latte di riso e frullare bene.

Consumare subito.

CONSIGLI:

  • Latte di riso: resta la mia bevanda vegetale preferita. Ma potete sostituire con qualsiasi altra bevanda vegetale o con latte delattosato se lo tollerate.
  • Zucchero: io non l’ho messo perché la frutta era già dolce di suo. Però se preferite che il frullato di fragole sia più dolce, potete aggiungerlo. Io in ogni caso preferisco utilizzare il miele.

Frullato di pesche

Frullato di pesche...

In questo periodo di caldo assurdo, ho bisogno di iniziare la mattina con un carico di energie. Ormai aboliti cappuccino (con latte di avena) e bevande vegetali calde, ho decido di dedicarmi ai frullati di frutta freschi. La base è la bevanda vegetale di riso e poi alterno la frutta fresca di stagione, quella che ho a disposizione qua a km zero. Ho già pubblicato la ricetta dei frullato ciliegie e albicocche e frullato melone e banana; oggi vi presento un semplice, delizioso, profumato frullato di pesche.

Il frullato di pesche è completamente senza lattosio, adatto agli intolleranti e a chi sta seguendo un periodo di disintossicazione (da lattosio).

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 150 gr di polpa di pesca
  • 200 ml di bevanda di riso

PREPARAZIONE:

Lavare e asciugare le pesche. Sbucciare, togliere il nocciolo centrale e ricavare 150 gr di polpa.

Nel bicchiere del frullatore mettere i pezzetti di pesca, un po’ di latte di riso e frullare tutto. Aggiungere il restante latte di riso e frullare bene.

Consumare subito.

CONSIGLI:

  • Latte di riso: resta la mia bevanda vegetale preferita. Ma potete sostituire con qualsiasi altra bevanda vegetale o con latte delattosato se lo tollerate.
  • Zucchero: io non l’ho messo perché la frutta era già dolce di suo. Però se preferite che il frullato di pesche sia più dolce, potete aggiungerlo. Io in ogni caso preferisco utilizzare il miele.