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Fregola con gamberi e zucchine

Fregola con gamberi e zucchine…

La fregola è un tipo di pasta tradizionale di origine sarda, formata da palline di grano duro simile al cuscus ma di forma più grande.

La lavorazione è molto particolare: si stende la semola in un piatto, si versa pochissima acqua per volta e poi con movimenti circolari (e tanta pazienza) si formano delle palline che poi vanno tostate al forno e conservate. In Sardegna la fregola si cucina soprattutto con pesce (buonissime le versioni con vongole o ai frutti di mare) o con salsiccia o funghi o carciofi. Io stavolta ho preparato la fregola gamberi e zucchine ed era deliziosa! Le zucchine con il loro sapore delicato e estivo si sposano bene col sapore più deciso dei gamberi. E come spezia non potevo che utilizzare lo zafferano. Questa ricetta racchiude i sapori, i colori e i profumi della mia isola reale, la Sardegna e son davvero molto contenta di condividerla con voi! 🙂

La fregola gamberi e zucchine è completamente senza lattosio, quindi amici intolleranti (al lattosio) potete stare tranquilli… Non ci crea nessun problema!

E ora ecco la ricetta! 🙂

INGREDIENTI:
(Per 2 persone)

  • 9 – 10 gamberi medi
  • 150 gr di fregola sarda
  • 1 zucchina media
  • 1 rametto di prezzemolo fresco
  • 1 rametto di basilico fresco
  • 1 bustina di zafferano
  • ½ bicchiere di rum
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Porro selvatico q.b. (o aglio)
  • Sale fino q.b.
  • Peperoncino q.b.

Per il fumetto di pesce:

  • Gusci e teste di 8 – 10 gamberi
  • Porro selvatico q.b. (o aglio)
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco
  • 1 mazzetto di basilico fresco
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • Acqua q.

PREPARAZIONE:
Lavare bene i gusci e le teste dei gamberi e metterli in una padella capiente. Aggiungere il porro selvatico, il prezzemolo, il basilico, il vino bianco, il sale fino e ricoprire di acqua a temperatura ambiente. Portare ad ebollizione e cuocere a fuoco medio – basso e col tappo per circa 20 minuti. ora il fumetto di pesce è pronto.


Lavare bene le zucchine. Tagliarle a metà nel senso della lunghezza e poi a rondelle (i pezzetti avranno la forma di semiluna). Soffriggere con un po’ di olio extravergine di oliva e sale fino. In cottura aggiungere anche un rametto di basilico fresco.


Lavare bene i gamberi e, con l’ausilio delle forbici, tagliare le “zampette” delle teste che risultano fastidiose al momento di servire. Tagliare le teste e il resto del corpo in 2 o 3 parti. In una pentola antiaderente e capiente, soffriggere il porro selvatico con l’olio extravergine di oliva. Aggiungere i gamberi e soffriggere a fuoco medio. Aggiungere il rum e lasciar evaporare. Mescolare bene il tutto e, con un cucchiaio di legno, schiacciare bene le teste in modo che fuoriesca il contenuto. Togliere le teste dei gamberi.
Aggiungere la fregola, lo zafferano, il peperoncino, aggiustare di sale fino e mescolare bene.(Non esagerare col sale perché lo contiene anche il fumetto di pesce). La fregola va cotta come se fosse un normale risotto, mescolando di frequente e aggiungendo il fumetto di pesce piano piano. Spegnere ai ⅔ di cottura e lasciar la pentola tappata per altri 2 o 3 minuti. Nel frattempo tritare il prezzemolo fresco.
La fregola gamberi e zucchine va servita calda con una manciata di prezzemolo fresco sopra.

CONSIGLI:

  • Fregola sarda: si prepara in diversi modi soprattutto col pesce. E’ buonissima anche con le vongole o con pesce misto, proprio come il risotto.
  • Gamberi: gli scarti dei gamberi che ho utilizzato per il fumetto di pesce derivano dalla mia ricetta dei gamberi al curry. Si fanno allo stesso modo del pollo al curry. Gamberi sgusciati messi a marinare col curry e latte di cocco (quello grasso in lattina) e poi cotti in padella antiaderente a fuoco medio per circa 6 – 8 minuti.
  • Porro selvatico: a volte lo uso al posto di cipolla o aglio perché lo trovo più buono e più digeribile. In questo caso si può sostituire con uno spicchio d’aglio.

Il 17 novembre 2018 partirà la settima edizione di Gluten Free Expo, la fiera internazionale dedicata al mercato e ai prodotti senza glutine e la seconda di Lactose Free Expo, salone dedicato al mercato e ai prodotti senza lattosio. Vi lascio il link ufficiale dove potete trovare info e news e il link alla mia pagina dedicata dove c’è uno sconto riservato a voi! 😉

LACTOSE FREE EXPO

Gavinedda – Lactose Free Expo

Panna cotta all’avocado

Panna cotta all’avocado…

Durante lo scorso weekend aspettavo una cara amica per il caffè. Pensavo e ripensavo a cosa potevo preparare e, visto il caldo assurdo di questi giorni, ho optato per qualcosa di particolare ma allo stesso tempo semplice e fresco. È così è nata l’idea della panna cotta all’avocado servita insieme a melone, mango, albicocche e mela, tutto fresco e tutto di stagione.

La panna cotta all’avocado è davvero semplice da preparare e nella mia versione è completamente senza lattosio (ho utilizzato la panna Hoplà che contiene solo le proteine del latte), quindi adatta a chi è intollerante al lattosio e a chi è in fase di disintossicazione.

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 1 avocado maturo (circa 240 – 250 gr di polpa)
  • 200 ml di panna vegetale
  • 200 ml di latte di riso
  • 3 cucchiai di zucchero semolato
  • 3 cucchiai di sciroppo alla menta
  • 1 mazzetto di menta fresca
  • 5 gr di colla di pesce

Per guarnire:

  • Melone q.b.
  • Mango q.b.
  • Mela q.b.
  • Albicocche q.b.
  • Succo di 1 limone
  • 4 cucchiaini di zucchero semolato
  • 4 cucchiaini di rum

PREPARAZIONE:

Lavare bene il mazzetto di menta fresca e asciugarlo. Mettere nel latte di riso e lasciar automatizzare per almeno 6 ore (o tutta la notte).

Mettere la colla di pesce in ammollo nell’acqua.

Dividere l’avocado in due parti nel senso della lunghezza, togliere il nocciolo e con un cucchiaio ricavare la polpa. Frullare insieme ad un cucchiaio di zucchero e a un po’ di latte di riso. Aggiungere lo sciroppo alla menta e mescolare bene.

Riscaldare la panna insieme ai restanti latte di riso e zucchero senza far bollire. Strizzare bene la colla di pesce e unirla alla panna mescolando in modo che si sciolga. Quando la panna é tiepida, aggiungere l’avocado frullato e mescolare bene. Dividere nei bicchieri di vetro e mettere a solidificare per circa 4 ore (mezzora nel freezer se avete fretta).

Nel frattempo tagliare la frutta a cubetti e metterla in quattro coppette di vetro. In ciascuna coppetta aggiungere un cucchiaino di rum e di zucchero e suddividere il succo del limone nelle quattro coppette. Mescolare bene.

Servire insieme alla panna cotta all’avocado lasciando gli ospiti liberi di scegliere quale frutta aggiungere. 😉

Lactose Fre Expo 2018

Il LACTOSE FREE EXPO è il primo salone internazionale interamente dedicato alla industria senza lattosio, che si terrà nei Padiglioni A7- C7 – Hall A7C7 della Fiera di Rimini, dal 17 al 20 novembre 2018.

Sarà un’occasione unica per entrare nel “mondo senza lattosio” e degustare tantissimi prodotti delattosati e/o di origine vegetale. Ci saranno dei settori espositivi dedicati ai prodotti da forno, alle bevande sostitutive del latte, ai salumi, agli snack, ai dessert, ai gelati, e molto altro.

Il LACTOSE FREE EXPO è una fiera molto importante, un’ottima opportunità per conoscere ed informarsi su questo particolare campo, e questo grazie anche alla presenza di Associazioni ed Enti del settore, tra cui AILI – Associazione Italiana Latto-Intolleranti, nonché di operatori e fornitori di servizi specifici, così come noi Food Bloggers che creiamo e rielaboriamo ricette utilizzando prodotti senza lattosio o di origine vegetale.

Ebbene sì! Vi annuncio con piacere che da quest’anno anch’io sarò una Food Blogger ufficiale del LACTOSE FREE EXPO e sono davvero molto contenta di questa opportunità. Non vedo l’ora di scoprire nuovi prodotti (che ovviamente poi ritroverete nelle mie ricette) e documentare tutta la Fiera, così da rendere partecipi chi di voi non potrà esserci. Qui di seguito potete trovare un codice sconto a mio nome da utilizzare per acquistare il biglietto d’entrata alla fiera.

Cliccando sui link qua sotto trovate tutte le info su:

STAY TUNED! 🙂

Polpette

Polpette…

Le polpette son uno dei secondi piatti (o antipasti) più diffusi e semplici da preparare. Ce ne son di tantissimi tipi (carne, pesce, verdure) e si fanno in modi diversi. C’è chi usa le uova (mia mamma ad esempio) e chi, come me, ogni tanto sostituisce le uova con un po’ di patata lessa macinata (soprattutto per le polpette di pesce, di pollo e di verdure perché secondo me l’uovo copre gli altri sapori).

Vi ho presentato le polpettine di salmone, le polpettine di salmone in vasocottura, le polpette di miglio e zucchine, le polpette di zucchine, le polpette di pollo, prosciutto e verdure… Tutte preparate con la patata lessa macinata. Oggi invece è il turno delle classiche polpette di carne preparate con la ricetta di mia mamma che prevede le uova al posto delle patate. La ricetta è molto semplice e prevede solo gli ingredienti base; le spezie e gli altri eventuali ingredienti, li aggiungo quando cucino le polpette. 😉

Le polpette nella versione che facciamo a casa son completamente senza lattosio, adatte agli intolleranti al lattosio e a chi sta seguendo il periodo di disintossicazione.

E ora ecco la ricetta! 😉

INGREDIENTI:

  • 1 kg di carne macinata (vitello o pollo)
  • 2 uova
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco
  • Pangrattato q.b.
  • Sale fino q.b.

PREPARAZIONE:

Mettere la carne macinata in un recipiente capiente. Aggiungere le uova, il sale fino e il prezzemolo fresco precedentemente lavato, asciugato e tritato. Amalgamare bene gli ingredienti e per ultimo aggiungere a poco a poco il pangrattato, fino a raggiungere la consistenza desiderata (le polpette devono restare morbide ma allo stesso tempo non si devono sfaldare).

Fare delle palline compatte e poi cuocere.

CONSIGLI:

  • Aglio: ci sta benissimo nell’impasto tagliato a pezzetti piccolissimi. Ma io non lo digerisco quindi di solito non lo metto.
  • Pangrattato: non ho messo i grammi perché dipendono dal tipo di carne utilizzata (ad esempio vitello, manzo, pollo o tacchino) e dalla umidità delle uova. A me piacciono morbide ma che non si sfaldino.
  • Cottura: io di solito le preparo al verde o in vasocottura oppure con il sugo. Ne preparo anche un paio schiacchiate che cucino nella piastra o al microonde in versione crisp (anche se ammetto che in questo modo preferisco gli hamburger). Quelle che vedete in foto son preparate in vasocottura con un trito di carote, cipolle, pochissimo aglio e sedano e un goccio di vino bianco.
  • Conservazione: le divido in più porzioni e le congelo usando dei contenitori con chiusura ermetica.

Frittelle di zucchine

Frittelle di zucchine…

La ricetta delle frittelle di zucchine mi riporta agli odori e ai sapori dell’infanzia quando all’uscita di scuola la mia nonna paterna mi faceva trovare le frittelle di zucchine appena fatte. La mia nonnina mi viziava e mi coccolava tantissimo! Porto il suo nome e son sempre stata la sua nipote preferita. 😍😍😍 Era una donna d’altri tempi con un carattere molto forte, una donna che aveva vissuto la seconda guerra mondiale sulla propria pelle e le storie che mi raccontava (insieme a mio nonno) erano davvero interessanti e suggestive. Per me erano come favole, come dei racconti… Restavo ore incantata ad ascoltarli…

I miei nonni erano soprattutto agricoltori: la vigna, l’oliveto e l’orto ci assicuravano frutta, verdure, olio e vino tutto l’anno. Mia nonna allevava le galline e mio nonno aveva la passione per la apicoltura: mi ha insegnato a non temere e a rispettare quegli insetti meravigliosi chiamati api. Per fortuna, nonostante il passaggio ad una vita più moderna e agiata, a casa continuiamo queste tradizioni di famiglia. Non abbiamo più la vigna ma l’oliveto e l’orto son sempre in produzione; mio babbo è un apicoltore esperto e le uova e la carne di pollo mi arrivano fresche e biologiche grazie a mio padrino.

Ieri ero stanca ma volevo cenare con qualcosa di diverso (la carne la adoro ma non mi piace mangiarla tutte le sere), ho aperto il frigo e ho trovato le uova fresche, le prime zucchine e allora mi son ricordata di questa ricetta semplice semplice della mia nonnina. Ho utilizzato la bevanda di avena in modo che le frittelle di zucchine fossero completamente senza lattosio (adatte per gli intolleranti al lattosio e per chi è in disintossicazione) e ho sostituito il prezzemolo della ricetta originale con la menta. Per le dosi ho fatto “ad occhio” ma ho cercato di riportare i quantitativi dei singoli ingredienti. La bevanda di avena e la farina utilizzate variano in base alla grandezza delle uova e al contenuto di acqua della zucchina macinata. La cosa importante è che l’impasto non sia troppo liquido ma denso e cremoso.

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 1 zucchina media
  • 2 uova
  • 5 cucchiai di bevanda di avena
  • 8 – 10 cucchiai circa di farina 00
  • 4 foglioline di menta fresca
  • Sale q.b.
  • Pepe nero q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b. (per friggere)

PREPARAZIONE:

Lavare bene la zucchina e grattugiarla. In un recipiente mettere la zucchina grattugiata, le uova, le foglioline di menta tritate, aggiustare di sale e pepe nero e mescolare bene.

Aggiungere la bevanda di avena e mescolare. Aggiungere la farina 00 piano piano mescolando in modo che non si formino grumi. La quantità di farina 00 necessaria dipende dalla quantità di acqua contenuta nella zucchina e dalla grandezza delle uova. La pastella delle avere una consistenza densa e cremosa, non liquida.

In una padella riscaldare bene l’olio extravergine di oliva (o se preferite un olio di semi). Con un cucchiaio prelevare piccole quantità della pastella e friggerle a fiamma medio – alta. Togliere dal fuoco quando le frittelle di zucchine son belle dorate e adagiare su un pezzetto di carta da pane per far perdere l’olio in eccesso. Ogni tanto ricordarsi mescolare la pastella.

Servire calde.

CONSIGLI:

Frittelle semplici: mia nonna le faceva anche senza zucchine con un impasto di uova, farina, latte e prezzemolo tritato. Si possono provare utilizzando una bevanda vegetale o latte delattosato al posto del latte normale.

Gavinedda e lo sport

Gavinedda e lo sport…

Ovvero la storia tragicomica delle mie esperienze da diversamente sportiva.

Ad aprile del 2017 scrivevo così: “Stavo riflettendo sulle mie esperienze di vita da diversamente sportiva… Ho provato col calcetto ma correre non fa per me (e mi son rimasti due polpacci giganti da calciatore)… Cresciuta col mito di Mimì Ayuara e Mila e Shiro, per un brevissimo istante ho pensato alla pallavolo ma visto che son diversamente alta (arrivo solo alla parte bassa della rete) ho capito che non fa per me. Ho provato col nuoto e facevo più schiuma di un motoscafo e non mi muovevo di un centimetro… Non parliamo dei vari corsi di aerobica, gag, step, Zumba fitness… Vi giuro che mi impegnavo seriamente e seguivo le coreografie ma a modo mio! Son pure mancina e quando, fiera, mi giravo da una parte… Le altre erano dalla parte opposta…
Sarà un caso che in ufficio mi chiamano Catarella??? Senza speranza proprio!!! 😂😂😂
Ma io continuo ad insistere eh! Ci sarà pure uno sport adatto a me! (Forse dovrei iniziare a pensare al curling… Se mi ricordassi che cos’è! 😁)

È passato più di un anno da quel post ma io resto sempre la stessa! Imbranata, goffa e diversamente sportiva! Non ho il senso dell’equilibrio e nessuna coordinazione muscolare però io insisto… Come ho scritto in modo ironico, ho sempre fatto attività sportiva a livello amatoriale per muovermi un po’, scaricare lo stress e per arginare la mia fame infinita che altrimenti mi fa lievitare più veloce di un pan brioche. Da gennaio ho iniziato a praticare fitness/sollevamento pesi nella palestra del mio paese. Devo ammettere che tra le attività sportive provate, è in assoluto una di quelle che mi piace di più e che mi sta dando più risultati (l’altra è il nuoto!). E non crediate che sia una fanatica della palestra! Vi giuro che la maggior parte delle volte mi costa un sacco andarci. Ogni volta non ne ho voglia o sono troppo stanca o ho un sacco di cose da fare o devo fare commissioni urgenti… Ogni scusa è buona per non andarci (anche se poi nella maggior parte dei casi vinco la mia poltronite e ci vado😉). E non vi dico quando entro lì… I primi dieci minuti son tragici… Mi devo frustare per salire sopra la cyclette a far riscaldamento. Una tortura per me! 😭😭😭 E poi il miracolo! Prendo in mano la mia scheda (di tortura) personale e inizio! Non ci son cellulari squillano (ho investito dieci euro per acquistare un cronometro e lasciare il cellulare in borsa. I dieci euro meglio spesi di tutto l’anno), non ci son pensieri, preoccupazioni o problemi e casini di tutti i giorni. Ci son solo addominali, gambe, glutei e braccia da allenare e serie da contare. Piano piano lascio tutto il mio mondo fuori e mi concentro su quello che devo fare, su quanto devo resistere e sui limiti che devo superare (nel fitness/sala pesi bisogna tenere il muscolo in allenamento costante e, una volta abituati ad un peso, passare a quello successivo in modo che il muscolo lavori sempre). E alla fine della scheda son piacevolmente stanca ma soddisfatta e in pace con il mondo intero! ❤ Nell’ultima fase, quella di defaticamento, pure la cyclette mi sembra piacevole.

Quando rientro a casa ho una fame assurda… Ormai avrete capito che non son la tipa da una mela o una insalatina e stop! Ceno normalmente con un secondo e una insalata (cerco di non esagerare con i carboidrati a cena) e poi per finire la giornata in bellezza mi concedo una mezzora nel mio angolo spa personale con doccia bollente a lume di candela e musica soft. Vado a dormire rilassata e con quel piacevole lieve indolenzimento muscolare tipico del post palestra. 😍

Dalla mia piccola esperienza da diversamente sportiva e diversamente atletica vi posso garantire che quello che si dice sulla attività sportiva può apparire banale ma è giustissimo. Io ho capito che:

  1. Non esistono miracoli o scorciatoie. Per star bene e tenersi in forma (che non vuol dire per forza essere magri eh!) bisogna fare qualche piccolo sacrificio ed essere costanti. Non esistono scorciatoie né tanto meno beveroni o trattamenti miracolosi. Bisogna allenarsi con costanza e metterci un po’ di serietà.
  2. Pazienza e costanza. Se pensate che un mese di palestra vi trasformi in Miss o Mister Fitness, siete completamente fuori strada! Ci vuole molta costanza nel frequentare la palestra (ma vale per qualsiasi attività sportiva) e anche la pazienza di aspettare i risultati. Questo lo sto imparando pure io. Da quando vado in palestra è migliorato il mio umore, son più allegra e meno stressata e nervosa (e già questo dovrebbe spingervi a praticare qualsiasi tipo di attività sportiva) ma a livello fisico inizio solo ora a notare qualche piccolo timido cambiamento (fisico più armonioso e anche gambe e glutei iniziano a cambiare) ma lo considero solo un piccolo inizio che mi sprona a non mollare e ad andare avanti.
  3. Idratazione e alimentazione. Si sente dire che il miglior allenamento sportivo lo si fa già a tavola. Ed è così! Io qua devo confessare che non son attentissima anche se la mia intolleranza al lattosio mi aiuta molto. Dovendo già rinunciare a panna, burro, yogurt e alla maggior parte dei formaggi parto già in vantaggio. Cerco di alimentarmi in modo equilibrato e corretto e mi concedo anche i miei sgarri (che non son pochi ma nemmeno esagerati). Ho trovato il mio equilibrio cercando di mangiare in modo molto vario e prediligo frutta e verdura di stagione. La prima la mangio in pausa caffè (a me non piace il caffè e lo sostituisco con la frutta😉); la seconda la consumo a pranzo e cena (a pranzo cotta insieme al primo e a cena cruda col secondo). La mia colazione è sempre abbondante e ricca (io e il risveglio non siamo amici e mi serve un bel po’ di energia per iniziare la giornata). Acqua ne bevo tantissima anche se non sono una fan dei “due litri d’acqua ad ogni costo”. Bevo quando ho sete, il mio corpo sa meglio di me di quanta acqua ha bisogno.

In conclusione… Ragazzi trovate l’attività sportiva adatta a voi (non importa quale sarà). Ci vuole un po’ di costanza e fatica ma i risultati saranno positivi! Lo sport migliora l’umore, vi fa scaricare stress, vi tenete in forma, avrete dei benefici a livello fisico e sarete più allegri e sorridenti. Qualsiasi attività sportiva va bene, ma io vi consiglio quelle praticate in gruppo. Si sa, l’uomo è un animale sociale, e l’esercizio fisico praticato insieme agli altri tra una risata e una chiacchiera risulta molto piacevole e meno pesante. Quindi basta scuse e scendete da quel divano!!! 😉😉😉

Chapati indiano

Chapati indiano…

Il chapati indiano è un tipo di pane azzimo (cioè senza lievito) preparato in India, nei paesi mediorientali e in alcune zone dell’Africa (Kenya e Tanzania). Avevo scoperto per caso questo pane mentre ero in pieno calvario per una allergia (che poi per fortuna si è rivelata semplicemente istamina altissima) e in via precauzionale mi era stato tolto pure il lievito. Il chapati indiano mi ha tenuta compagnia (e mi ha salvata) durante i primi due lunghi mesi di privazione alimentare. Ieri ho preparato il pollo al curry e, non avendo trovato riso thai da servire in accompagnamento, mi son ricordata del mio amico chapati indiano. Nella ricetta originale viene utilizzata farina integrale e/o di miglio. Non avendo la farina di miglio a disposizione, ho optato per 2/3 di farina integrale e 1/3 di farina 00.

È una ricetta semplice composta solo di farina, sale ed acqua ma come le cose semplici, molto buona. Il suo sapore delicato si accompagna bene al gusto speziato del pollo al curry. Mi devo ricordare di prepararlo anche la prossima volta che faccio la tajine.

Il chapati indiano è completamente senza lattosio, adatto agli intolleranti e a chi sta effettuando un periodo di disintossicazione da lattosio.

E ora ecco la ricetta!

INGREDIENTI:

  • 90 gr di farina integrale
  • 40 gr di farina 00
  • 90 ml di acqua a temperatura ambiente
  • 1/2 cucchiaino di sale fino

PREPARAZIONE:

Sciogliere il sale fino nell’acqua. Mescolare la farina integrale con la farina 00 e impastare aggiungendo l’acqua poco alla volta. Impastare bene per circa dieci minuti.

Coprire l’impasto con un tovagliolo di stoffa e lasciare riposare per circa mezzora.

Mettere a scaldare sul fuoco una piastra o una padella per grigliare carne o verdura.

Lavorare l’impasto (aggiungendo altra farina integrale se fosse necessario) e formare un serpentone grosso. Tagliare in 5 – 6 parti e formare dei tondi. Stendere con l’ausilio di un matterello da cucina in forma tonda e sottile, come se fosse una piadina.

Cuocere nella piastra a fuoco alto e girare quando si formano le bolle. Sistemare in un contenitore con chiusura ermetica avvolti in un tovagliolo di stoffa.

Curry

Curry…

Il curry è una miscela di spezie molto utilizzata nella cucina indiana e orientale. È composta da curcuma (che gli dà il caratteristico colore giallo), cumino, paprica, pepe nero, peperoncino e un pizzico di cannella. La trovate pronta ma il suo sapore non è così intenso. Io ho le spezie a casa e ho imparato a preparare il curry da me. Ha un sapore più forte e poi posso dosare le spezie in modo diverso.

Ecco la ricetta! 😉

INGREDIENTI:

  • 1 cucchiaino abbondante di curcuma
  • 1 cucchiaino di cumino
  • 1 cucchiaino di paprica piccante
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • Peperoncino q.b.
  • Pepe nero q.b.

PREPARAZIONE:

Mescolare tutte le spezie e il curry è pronto.

Torta al mango

Torta al mango…

Ho trovato per caso del mango maturo girellando nella mia mini – vacanza di inizio settimana e l’ho preso. Era da un bel po’ che non lo mangiavo e mi mancava quel sapore particolare, non troppo dolce e un po’ pungente. L’ho consumato come frutta, ho preparato l’acqua detox (mango, fragola e menta) e ho deciso di utilizzare gli ultimi due per preparare una torta. L’idea originaria era una cheesecake ma, visto che avevo appena finito la cheesecake tiramisù alle fragole, ho pensato di utilizzarli per una semplice torta da colazione. Son partita dalla mia ricetta della classica torta di mele (che è già completamente senza lattosio) utilizzando il mango al posto delle mele. Per renderla più cicciosa e saporita ho caramellato i pezzetti di mango con miele, cannella e rum e il risultato finale era strepitoso. Un tripudio di profumi e di sapori che si son sposati benissimo tra loro. Mia mamma, uno dei miei giudici più severi, l’ha definita “buona, soffice e migliore della torta di mele!”.

La torta al mango è completamente senza lattosio, adatta agli intolleranti al lattosio e a chi sta seguendo un periodo di disintossicazione.

E ora ecco la ricetta! 😉

INGREDIENTI:

  • 3 uova
  • 210 gr di farina 00
  • 140 gr di zucchero
  • 130 ml di latte di riso
  • 65 ml di olio extravergine di oliva
  • 2 mango medi
  • 1 cucchiaino di scorza d’arancia secca grattugiata
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • Zucchero semolato (per guarnire)
  • 3 cucchiai di rum
  • 1 cucchiaio di miele
  • Cannella q.b.
  • 1 pizzico di sale fino

PREPARAZIONE:

Lavare bene un mango, tagliarlo a cubetti e metterlo a cuocere in una padella antiaderente. Aggiungere il miele e la cannella e cuocere per un paio di minuti sempre mescolando. Sfumare con il rum e far assorbire bene l’acqua in eccesso. Lasciare raffreddare.

Separare gli albumi dai tuorli. Montare gli albumi a neve insieme a 3 cucchiai di zucchero semolato. (Foto 1).

Lavorare i tuorli con il restante zucchero e un pizzico di sale fino finché hanno assunto una colorazione chiara e una consistenza spumosa. (Foto 2).

Aggiungere la farina 00 setacciata incorporandola piano piano all’impasto. (Foto 3).

Aggiungere il latte di riso piano piano e girare in modo che non si formino grumi. (Foto 4).

Ora aggiungere l’olio extravergine di oliva sempre a poco a poco e facendolo assorbire bene. (Foto 5).

Aggiungere uno per volta la scorza grattugiata di arancia, il mango caramellato e il lievito per dolci setacciato amalgamando bene il tutto. (Foto 6 – 7 – 8).

Aggiungere gli albumi montati a neve mescolando dal basso verso l’alto, in modo che l’impasto resti gonfio e spumoso.

Sbucciare, lavare e tagliare a fette il secondo mango e utilizzarlo per guarnire la torta. Spolverizzare con lo zucchero semolato e cuocere in forno preriscaldato a 175°C statico per circa 30 – 40 minuti. Fare sempre la prova stecchino.

CONSIGLI:

  • Olio extravergine di oliva: io lo utilizzo da sempre e lo preferisco. Però se lo trovate troppo pesante, potete sostituire con un qualsiasi olio di semi.
  • Mango caramellato: a me piace tantissimo nella torta. Ma se non vi piacciono gli alcolici o se siete di fretta, potete utilizzare solo il mango tagliato a pezzetti.

Muffin al pistacchio

Muffin al pistacchio…

Me ne parla sempre la mia carissima amica nonché comare Diana. I muffin al pistacchio son uno dei sui cavalli di battaglia da anni ma io non mi ero ancora decisa a provarli. La difficoltà maggiore per me è sempre stata trovare una spalmabile al pistacchio buona e completamente senza lattosio. E qualcuno deve avermi sentita perché per Pasqua ho ricevuto un bel pacco regalo. Guardate cosa ho trovato! 😍

Tre spalmabili buonissime e preparate in modo artigianale (e vi giuro che a livello di gusto la differenza si sente tantissimo) dalla azienda Oggi Gelato (Officina Gelato Gusto Italiano) che partecipa a uno dei tanti progetti portati avanti dalla AILI – Associazione Italiana Latto-Intolleranti di cui io faccio parte in veste di Blogger (e soprattutto come intollerante al lattosio).

Se guardate bene la foto, potete notare il marchio verde LFree (Lactose & Milk Free) che vuol dire che quel prodotto non contiene latte né nessuno dei suoi derivati ed è completamente senza lattosio. Il progetto del marchio portato avanti dalla Associazione AILI è molto importante e ci aiuta ad orientarci nella giungla di prodotti da acquistare. Per questo motivo io ne parlo tantissimo e spero che sempre più prodotti abbiano quel marchio. Così diventa tutto molto più semplice per noi intolleranti (o anche per chi ci sta vicino), anche solo spiegare o indicare quei prodotti adatti a noi. Esistono altri due marchi simili che indicano i prodotti naturalmente privi di lattosio con lattosio <0,01% (marchio azzurro Naturally Lactose Free) e i prodotti con lattosio residuo pari allo 0,01% (marchio azzurro Lactose Free). Se cliccate sul link AILI – progetto Lactose Free trovate informazioni più dettagliate. 😉

E ora senza dilungarmi troppo… Ecco la ricetta che ovviamente è completamente senza lattosio! 😉

INGREDIENTI:

  • 220 gr di farina 00
  • 100 ml di succo alla pesca
  • 60 gr di zucchero
  • 55 gr di olio extravergine di oliva
  • 30 gr di granella di pistacchio
  • 2 uova
  • 8 gr di lievito per dolci
  • Spalmabile al pistacchio
  • Granella di pistacchio (per guarnire)
  • Zucchero a velo (per guarnire)
  • Un pizzico di sale

PREPARAZIONE:

Per prima cosa bisogna preparare la granella di pistacchio. Sbucciare i pistacchi e macinarli molto sottili (io ho utilizzato il macinino elettrico che uso per tritare la buccia secca di arancia).

Lavorare le uova con lo zucchero e un pizzico di sale fino. Sempre mescolando, aggiungere a filo il succo di frutta e l’olio extravergine di oliva. Successivamente aggiungere a poco a poco la farina 00 setacciata e il lievito per dolci. Dopo aver incorporato il tutto e aver eliminato tutti i grumi, aggiungere la granella di pistacchio e amalgamare bene il tutto.

Riempire i pirottini con un cucchiaio abbondante di impasto, aggiungere la crema spalmabile al pistacchio (io l’ho messa in frigo perché fosse un po’ più soda) e coprire con un’altra cucchiaiata di impasto. I pirottini devono esser pieni per 2/3 della loro capienza. Infornare con forno statico a 175°C per circa 25 – 30 minuti (fare la prova stecchino).

Eccoli qua! Ora si possono glassare con zucchero a velo a cui va aggiunta pochissima acqua e con la granella di pistacchio avanzata.

CONSIGLI:

  • Succo di frutta: utilizzo quello alla pesca perché mi piace il suo sapore delicato e non troppo invadente. Potete sostituire con qualsiasi altro succo di frutta (ma state attenti all’accostamento con il sapore del pistacchio) o con una qualsiasi bevanda vegetale).
  • Olio extravergine di oliva: io per i dolci uso solo quello. Lo produciamo in casa e lo trovo molto genuino. Ovviamente utilizzo quello dal sapore non troppo forte che altrimenti coprirebbe gli altri sapori. Potete sostituirlo con un qualsiasi olio di semi.