Archivio mensile: febbraio 2017

Scaloppine ai carciofi

Scaloppine ai carciofi…

A dir la verità, avevo preso quei carciofi per fare le “panade”… Una specie di torta salata tradizionale sarda molto ma molto buona ma poi non avevo la carne d’agnello a disposizione (ieri era domenica) e quindi ho deciso di fare le scaloppine ai carciofi.

Tutto questo per consumare le fettine di vitello che avevo nel frigo. Il risultato alla fine è stato positivo. Le scaloppine ai carciofi son gustose, hanno un sapore delicato e son semplici da fare. Una buona idea per cene dell’ultimo minuto (quelle che non avevamo previsto).

Le scaloppine ai carciofi son completamente senza lattosio così noi intolleranti possiamo mangiarle senza problemi. 

Ecco la ricetta!


INGREDIENTI
:

  • 4 carciofi
  • 5 fettine di vitello
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 rametto di prezzemolo
  • 1/2 bicchiere di Rum
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Farina 00 q.b.

      PREPARAZIONE:

      Pulire bene i carciofi e metterli in un recipiente con acqua e succo di mezzo limone (così non diventano neri).

      Pulire e lavare bene lo spicchio d’aglio, tagliarlo a metà, togliere la parte centrale e infilzare ciascuna metà con uno stuzzicadenti (così lo troviamo dopo la cottura per toglierlo). Sciacquare i carciofi e tagliarli a fette sottili. Soffriggere l’aglio con l’olio extravergine di oliva e aggiungere i carciofi tagliati. Mescolare bene e aggiungere un po’ di sale fino. Tappare e far cuocere per circa 10 minuti (finché non saranno morbidi). Togliere l’aglio a fine cottura.

      Lavare e tagliare il prezzemolo e aggiungerlo ai carciofi a fine cottura.

      Impanare le fettine di vitello con la farina 00 e metterle a soffriggere in una padella antiaderente. Girare da ambo i lati e poi aggiungere un po’ di sale fino. Sfumare con il rum.

      Aggiungere i carciofi, girare le fettine e lasciare cucinare con il tappo per un paio di minuti in modo che le fettine prendano il sapore dei carciofi.

      Servire caldo.

      CONSIGLI:
      Aglio: io non lo amo particolarmente e lo uso in pochissime occasioni. Però se vi piace e per un sapore più intenso, lo potete tritare.

      Pollo: stesso procedimento delle scaloppine di vitello, però usate la birra al posto del rum. Vengono molto più buoni (anche se la morte loro sarebbe con i peperoni).

      Torta alla carota

      La torta alla carota mi riporta indietro di un bel po’ di anni… Alla mia vita da studentessa universitaria quando, con le mie coinquiline, ci divertivamo a cucinare e a inventare cibi e pietanze varie. E più difficile o terribile era l’esame… E più noi cucinavamo complicato. Il top l’abbiamo raggiunto quando la notte prima degli esami (statistica per me e anatomia patologica per la mia coinquilina/amica), le altre due ragazze ci hanno trovate che, a notte fonda, friggevamo gli intrigoni di carnevale. 😂😂😂 La pazzia era compiuta! I dolci davvero buoni ma l’esame? Passato per tutti e due per fortuna! 

      Le nostre specialità erano le torte: la paradiso, con cocco, con carota, la torta di mele e così via. Penso che in quegli anni ne abbiamo inventate e preparate davvero tante! Ogni mattina la colazione era una bontà! 

      Chissà perché mi è venuto in mente in questi giorni… Sarà perché è periodo di esami? Sarà un po’ di nostalgia per quei bellissimi anni? Saranno gli anta che bussano prepotentemente alle porte?… Non lo so! Però la torta alla carota è venuta buonissima! 😋

      La torta alla carota è una torta semplice, buona leggera e perfetta per colazione. Nei suoi ingredienti non è presente lattosio (nemmeno in tracce), quindi noi intolleranti possiamo mangiarla senza problemi. 

      Io stavolta ho voluto preparare la torta alla carota in modo un po’ diverso… Ho preparato delle tortine che ricordano le “Camille” della Mulino Bianco.

      Ecco la ricetta!

      INGREDIENTI:

      • 4 uova
      • 300 gr di farina 00
      • 200 gr di zucchero semolato
      • 200 gr di carote tritate
      • 100 ml di succo d’arancia
      • 100 ml di olio extravergine d’oliva
      • 1 bustina di Lievito per dolci
      • Noce moscata un pizzico
      • 1 cucchiaino di cannella

        PREPARAZIONE:

        Accendere il forno a 175 °C statico (o seguite le istruzioni del vostro forno). Lavare e pelare le carote. Dovrebbero bastare 3 carote medie. Tritarle e mettere da parte 200 gr.

        In un tegame capiente rompere le uova, aggiungere lo zucchero e frullare bene per circa 5 minuti.

        Aggiungere l’olio extravergine d’oliva e continuare a frullare. Spremere due arance medie e ricavare 100 ml di succo d’arancia (il resto l’ho bevuto io! W la vitamina C). Aggiungere il succo d’arancia all’impasto e continuare a frullare.

        Incorporare la farina 00 a poco a poco, stando attenti affinché non si formino grumi e continuare sempre a frullare. Ora aggiungere il lievito e frullare bene.

        Aggiungere le carote tritate, la noce moscata e la cannella e mescolare bene con movimento dal basso all’alto in modo che le carote vengano incorporate nell’impasto. Io ho utilizzato un cucchiaio di legno che uso esclusivamente per preparare i dolci.

        Foderare con la carta da forno una tortiera (se volete preparare la torta alla carota classica) oppure spennellare con un po’ di burro fuso a ridotto contenuto di lattosio le formine per le Camille. Spolverare con un po’ di farina 00 e versare dentro due cucchiai di impasto che non deve mai superare la metà della formina. Ogni tanto ricordarsi di dare una mescolata generale.

        Infornare a 175°C in forno statico per circa 20 minuti o mezzora. La torta di carote sarà pronta quando sarà bella dorata. Fare sempre la “prova dello stecchino” e pungere le Camille: quando lo stecchino fuoriesce completamente pulito allora son pronte. 

        Eccole qua!



        CONSIGLI:

        Zucchero a velo: ci sta benissimo sopra per guarnire e di sicuro la torta alla carota così è più bella da vedere. Io non l’ho messo perché la mattina son particolarmente imbranata e rischio di sporcare i vestiti.

        Torta intera: se avete poco tempo potete preparare una torta singola, il gusto della torta alla carota non cambia! Io ho optato per le tortine perché anche se perdo un po’ di tempo nella preparazione poi son più facili da ritirare e congelare. Tenete presente che con queste dosi son venute circa 26 tortine.

        Polpettone

        Polpettone…

        Lo ammetto… Era da un po’ di tempo che ci pensavo… Non lo mangiavo da almeno 10 – 15 anni (vecchi ricordi legati alle leggende delle mense universitarie) ma ultimamente,chissà perché mi ispirava.

        Poi è tutta colpa del mio amico, compare nonché macellaio di fiducia. Son passata li a prendere la carne e ho visto un bel pezzo di prosciutto cotto da affettare e anche formaggio a ridotto contenuto di lattosio… Non potevo lasciarli lì, giusto?

        E infatti eccomi qua ad aspettare che il polpettone cucini! 😉 Vi sto scrivendo in diretta dalla mia cucina mentre guardo intensamente il forno sperando che faccia prima… Ma non funziona…

        Nel frattempo ecco la ricetta!

        Per il lattosio ne ha davvero poco, solo quello che è contenuto nel formaggio a ridotto contenuto di lattosio… Quindi noi intolleranti non dovremo avere nessun problema. Magari è meglio che lo eviti chi è in disintossicazione! 😉


        INGREDIENTI:

        Per il polpettone:

        • 25o gr di carne di manzo macinata
        • 1 uovo
        • Sale fino q.b.
        • Pane grattugiato q.b.
        • 1 cucchiaino di menta secca tritata
        • Noce moscata q.b.


        Per farcire:

        • 2 fette di prosciutto cotto tagliate sottili
        • Un pezzo di formaggio Mila a ridotto contenuto di lattosio
        • 3 foglioline di salvia


        Per contorno:

        • 1 melanzana media
        • Olio extravergine d’oliva q.b.



        PREPARAZIONE:

        In un tegame mettere la carne di manzo macinata, l’uovo, il sale fino, la menta secca e un po’ di pane grattugiato. Amalgamare bene gli ingredienti con l’aiuto di una forchetta.

        Aggiungere altro pane grattugiato finché l’impasto non è compatto (attenti a non esagerare!).

        Stendere l’impasto sopra la carta da forno.

        Farcire con le fette del prosciutto cotto, il formaggio a ridotto contenuto di lattosio e le foglioline di salvia tagliate a pezzetti.

        Con l’aiuto della carta da forno, girare il polpettone su se stesso e sigillarlo bene. Spennellare con un po’ d’olio extravergine d’oliva e chiudere il polpettone dentro la carta da forno.

        Tagliare le melanzane a cubetti, condirle con olio extravergine d’oliva, origano e un pizzico di sale fino. Adagiarle in una teglia da forno insieme al polpettone e cuocere a 200°C per circa 20 minuti. Togliere la carta da forno dal polpettone e lasciar cuocere a 220°C per altri 10 minuti.

        Cavolfiore stufato

        Cavolfiore stufato…

        Se seguite almeno un po’ il mio piccolissimo blog, ormai avrete capito che prediligo i prodotti di stagione. Siamo in pieno inverno e le verdure che troviamo son soprattutto finocchi, broccoli e cavolfiori. Io adoro tutti i tipi di cavoli (si si, pure i cavoletti di Bruxelles) e trovo che siano saporiti e contengano molta vitamina C che in questo periodo ci aiuta con influenze e malanni di stagione.

        Di solito i broccoli li riservo per preparare primi piatti:

        mentre il cavolfiore bollito è tra i miei contorni invernali preferiti per i secondi piatti.

        Stavolta per variare un po’, ho ripreso una ricetta buonissima che di solito prepara mia mamma: il cavolfiore stufato. E’ una pietanza che si prepara molto velocemente e senza nessuna difficoltà ed è molto molto buona. Si compone di 4 soli ingredienti (cavolfiore, olive, pancetta e olio extravergine di oliva) e non contiene lattosio, quindi è perfetta per noi intolleranti al lattosio.

        Ecco la ricetta!

         

        INGREDIENTI:

        • 2 cavolfiori di medie dimensioni
        • 150 gr di pancetta tagliata a dadini
        • 1 pugno di olive verdi
        • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva

         

        PREPARAZIONE:

        In un tegame soffriggere velocemente la pancetta tagliata a dadini e le olive verdi. Tagliare i cavolfiori a pezzi non troppo piccoli, lavarli e metterli nel tegame insieme alla pancetta e alle olive, senza scolarli troppo bene (l’acqua che resta serve per stufare la pietanza). Cuocerli a fiamma medio bassa e tenere sempre il tappo nella pentola per circa 20 minuti o finché non diventano morbidi. Ricordarsi di mescolare ogni tanto. A fine cottura assaggiare per il sale anche se, grazie alle olive e alla pancetta, non dovrebbe esser necessario.

         

        CONSIGLI:

        Il cavolfiore stufato è ottimo come contorno per accompagnare le carni e il pesce (soprattutto quello meno saporito come la sogliola o la platessa), oppure con un pezzo di parmigiano reggiano a lunga stagionatura.

         

        Torta simil Sacher senza lattosio

        Torta simil Sacher senza lattosio…

        Era da un po’ di tempo che ci pensavo… Ho rotto le scatole pure ai miei colleghi di lavoro Boris e Claudia e ora, come promesso, son riuscita a prepararla.

        L’ho chiamata torta simil Sacher senza lattosio perché volevo fare la Sacher ma accidenti! Tutto quel burro non fa per me! Ho preparato questa torta completamente senza latte e burro e va benissimo per noi intolleranti al lattosio.

        La base della torta al cioccolato è molto leggera: senza burro, latte, uova e lievito. Ho voluto fare un esperimento e vi posso dire che come sapore e consistenza non ha nulla da invidiare alle torte tradizionali, più corpose e di sicuro più caloriche.

        Ho farcito la torta col succo di arancia e con la marmellata di pompìa, un tipo di agrume simile all’arancia amara che cresce solo in Sardegna nel territorio di Siniscola.

        Per completare il tutto, ho preparato una glassa con cioccolato fondente.

        Ecco la ricetta!


        INGREDIENTI:

        Per la base:

        • 180 gr di farina 00
        • 200 gr di zucchero
        • 3 cucchiai colmi di cacao amaro
        • 230 ml di acqua naturale a temperatura ambiente
        • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
        • 5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
        • 1 cucchiaio di aceto bianco
        • 1 bustina di vanillina
        • Sale fino un pizzico

        Per farcire:

        Per la glassa:

        • 35 gr di zucchero semolato
        • Mezzo bicchiere d’acqua
        • 50 gr di cioccolato fondente
        • 1 cucchiaio di cacao amaro

        PREPARAZIONE:

        Per prima cosa accendere il forno in modalità statico a 175°C e foderare la tortiera.

        In un tegame versare gli ingredienti solidi (farina 00, zucchero, bicarbonato di sodiocacao amaro) e mescolare bene.

        Aggiungere l’aceto, l’olio extravergine di oliva, la vanillina e mescolare bene.

        Aggiungere un goccio d’acqua naturale a temperatura ambiente e continuare a mescolare. Io aggiungo l’acqua a poco a poco in modo che non si formino dei grumi nell’impasto.

        Versare l’impasto in una tortiera (precedentemente foderata) e cuocere in forno statico a 175°C per circa 40 minuti o finché è pronta. Qua più che mai è necessario effettuare la prova dello stuzzicadenti: pungere la torta sono in fondo e solo quando lo stuzzicadenti fuoriesce completamente pulito, la torta è pronta.

        FARCITURA

        Lasciar raffreddare la torta al cioccolato e poi dividerla in due parti uguali. Spremere una arancia e inzuppare i due lati della torta col succo d’arancia. Prendere la marmellata di pompìa e riscaldarla leggermente al microonde. Farcire bene la torta al cacao, non dimenticare o bordi mi raccomando!

        Rimettere a posto il secondo strato di torta e guarnire lo strato superficiale con la marmellata.

        GLASSA

        Per preparare la glassa, mettere lo zucchero semolato e l’acqua in un pentolino e far bollire a fiamma bassa per circa 10 minuti (si deve creare uno sciroppo). Togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato fondente tagliato a cubetti. Mescolare molto bene in modo che si sciolga e infine aggiungere il cacao amaro. Rimettere la glassa a cuocere con fiamma molto bassa per circa un quarto d’ora. Togliere dal fuoco, intiepidire a bagno maria e poi cospargere la torta con la grassa non dimenticandosi dei bordi.
        Eccola qua!



        CONSIGLI:

        Acqua naturale: ho voluto provare la ricetta originale e mi è piaciuta. Se volete una torta un po’ più corposa o soffice potete sostituire con il latte di riso.

        Marmellata: io ho utilizzato la marmellata di pompìa fatta secondo la ricetta inglese/scozzese della bitter orange marmalade ma la ricetta originale della Sacher Torte prevede l’utilizzo della marmellata di albicocche. A voi la scelta!

        Glassa: vi devo confessare che è stata la parte più difficile per me! I pezzetti di marmellata sulla superficie rendevano la torta “rugosa” e irregolare ed è stato davvero difficoltoso glassare la torta. Ammetto anche che non son espertissima in glasse. Devo imparare! Potete sostituire la glassa con una ganache preparata con il cioccolato fondente e un goccio di latte di riso. Fate fondere a bagnomaria e usatela tiepida prima che solidifichi. 😉

        Risotto light con curcuma, zucchine e menta

        Risotto light di curcuma, zucchine e menta…

        Oggi son ispirata così! 😉 Un po’ per tamponare le mangiate di questi giorni… Un po’ perché ho bisogno di mangiare qualcosa di più leggero e non ho voglia di friggere o soffriggere. Oggi era giornata di riso in bianco ma ho deciso di renderlo più saporito.

        Il risotto light con curcuma, zucchine e menta è leggero, ipocalorico, semplice da preparare e (devo ammettere) davvero buono. Sulle zucchine non vi dico altro, sapete che le amo per la loro semplicità di cottura e versatilità; la curcuma mi piace per il sapore particolare che rilascia sui cibi e perché li colora di un bel giallo; la menta dona quel tocco di leggerezza e freschezza che fa la differenza.

        Il risotto light con curcuma, zucchine e menta non contiene lattosio e può essere consumato senza problemi da noi intolleranti. C’è solo un cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato a lunga stagionatura come condimento; a me non fa male ma si può omettere senza problemi.

        Ecco a voi la ricetta per due persone.

        INGREDIENTI
        :

        • 200 gr di riso
        • 2 zucchine medie
        • 2 cucchiaini di curcuma in polvere
        • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
        • Parmigiano reggiano grattugiato a lunga stagionatura
        • 1 cucchiaino di menta secca
        • Sale fino q.b.

        PREPARAZIONE:

        Lavare bene le zucchine, tagliarle a rondelle e cuocerle al microonde con un po’ di sale fino per circa 10 – 12 minuti (dipende dalla potenza del vostro forno a microonde)

        Mettere l’acqua a bollire con un po’ di sale fino e, appena inizia a bollire, buttare il riso e mescolare bene. Aggiungere la curcuma e mescolare. Io metto poca acqua perché mi piace la consistenza del risotto (meglio se c’è bisogno la aggiungo durante la cottura).

        Frullare metà delle zucchine e aggiungerle al risotto. Mescolare bene. Spegnere il risotto a 2/3 della cottura e aggiungere le restanti zucchine, la menta secca tritata. Mescolare bene e lasciare riposare col tappo per 5 minuti circa (in questo modo il risotto finisce di cuocere e assorbe i sapori).

        Condire con l’olio extravergine di oliva, il parmigiano reggiano grattugiato a lunga stagionatura e servire caldo.

        CONSIGLI:

        Olio extravergine di oliva: oggi son ispirata in versione light e ho usato quello. Ma potete sostituire con una noce di burro a ridotto contenuto di lattosio, così il risotto light di curcuma, zucchine e menta risulta più cremoso.

        Curcuma: è una spezia che io adoro. Dona ai cibi un sapore e un colore particolare. Se non l’avete a disposizione, potete sostituire con lo zafferano (gusto diverso ma molto buono lo stesso).

        Zeppole sarde

        Zeppole sarde…

        Questa settimana ammetto che sto esagerando… Volevo fare un po’ di dieta ma non ce la faccio proprio… Dovrei fare come Forrest Gump “Go Gavinedda, go!” e iniziare a correre senza fermarmi almeno sino a Pasqua!

        Prima le lorighette e oggi le zeppole sarde che noi chiamiamo “zippulas de loriha“. Queste zeppole sarde, a differenza dei fatti fritti o delle altre zeppole, sono salate e vanno servite come pasto accompagnate da un bel pezzo di salsiccia e un bel bicchiere di vino rosso.

        Tradizionalmente, vengono offerte alle maschere che bussano alla porta nei giorni di carnevale e sono comode per un pranzo veloce (magari scongelate e scaldate al momento). Io lo ammetto! Le adoro! Superano di gran lunga anche bomboloni e fatti fritti! Ne mangerei sempre (ma per fortuna a casa non le facciamo spessissimo).

        Tra gli ingredienti delle zeppole sarde c’è anche il latte; io ho utilizzato un tipo di latte a ridotto contenuto di lattosio quindi va bene per chi come me è intollerante al lattosio.

        Ecco la ricetta delle zeppole sarde!

        INGREDIENTI:

        • 1 kg di semolato rimacinato
        • 4 uova
        • 60 gr di lievito di birra fresco
        • 1 patata media lessa e macinata
        • 2 arance (scorza grattugiata fresca)
        • 1/2 bicchiere di acquavite
        • 350 gr circa di latte a ridotto contenuto di lattosio (dipende dalla consistenza dell’impasto)
        • Sale fino q.b.
        • Strutto per friggere

        PREPARAZIONE:

        Nella planetaria (o impastatrice) versare il semolato rimacinato, la patata lessa macinata, il sale fino, la scorza macinata delle arance e il lievito di birra sciolto in poco latte a ridotto contenuto di lattosio. Impastare a velocità ridotta per circa un quarto d’ora o venti minuti. L’impasto all’inizio deve risultare farinoso.

        Aggiungere l’acquavite e lasciare impastare per un po’. Aggiungere il latte a ridotto contenuto di lattosio a poco a poco finché l’impasto non avrà raggiunto una consistenza morbida.

        In un recipiente capiente mettere un po’ di latte a ridotto contenuto di lattosio sul fondo e spennellare il latte in tutte le pareti. Adagiare l’impasto facendo una croce sopra (così vi rendete conto della lievitazione) e lasciare lievitare per circa 2 o 3 ore o finché non raddoppia.

        Ora non ci resta che friggere le nostre zeppole sarde. In una padella capiente sciogliere lo strutto e farlo scaldare bene. Mettere un po’ di latte a ridotto contenuto di lattosio in una scodella e iniziare a stendere le zeppole sarde. È necessario inumidire le mani col latte e poi prelevare piccoli pezzetti dall’impasto che andranno allungati e messi a friggere nello strutto bollente. Girare le zeppole e, quando son dorate da ambo i lati, vanno tolte e messe a raffreddare in una carta assorbente (noi utilizziamo la carta del pane).

        Eccole qua! Pronte per essere mangiate!


        CONSIGLI:

        Latte: io ho utilizzato il latte a ridotto contenuto di lattosio per non alterare troppo il sapore e perché non mi da problemi (proprio perché lo utilizzo davvero poco). Si può sostituire con latte di soia o di avena. Vi sconsiglio il latte di riso o quello di mandorle perché troppo dolci e andrebbero ad alterare il sapore finale.

        Conservazione: una volta tiepide, vanno messe in un tegame con chiusura ermetica (così non si asciugano). Se le dovete congelare, fatelo subito appena son tiepide, così si mantengono perfette.

        Lorighette

        Lorighette…

        Sas lorighettas” son dei dolci di carnevale che si preparano nel paese di mia mamma e son in assoluto tra i miei tre dolci tradizionali preferiti! 

        È una pasta all’uovo violata che viene stesa molto fine e lavorata dando delle forme rotondeggianti o allungate. Le lorighette, a differenza delle frappe e delle chiacchiere, vengono cosparse di miele e servire tiepide o fredde.

        Sono belle da vedere, molto molto buone (si sciolgono in bocca) e non hanno lattosio, quindi noi intolleranti al lattosio possiamo mangiarle senza problemi. Unico difetto… Le calorie! Ma vi giuro che vale davvero la pena assaggiarle.

        Ecco la ricetta! 

        INGREDIENTI:

        • 1 kg di semola
        • 8 uova
        •  120 gr di strutto
        •  2 bustine di vanillina
        •  1 arancia (succo)
        • 1 pizzico di sale 
        • 2 cucchiai di liquore all’anice
        • Strutto (per friggere)
        • Miele e buccia arancia grattugiata secca (per guarnire)

            PREPARAZIONE:

            Nella impastatrice (o nella planetaria) mettere tutti gli ingredienti (semola, uova, strutto, vanillina, succo della arancia, sale e il liquore all’anice) e impastare bene. 

            Lasciare riposare la pasta per un quarto d’ora e poi stendere in sfoglie sottili. Con una rondella per pasta (s’orrossonita), tagliare delle striscioline di pasta. Con ogni strisciolina formare le lorighette (come si vede nella foto qua sotto).

            Friggere le lorighette con lo strutto. Lo so che fa male per il colesterolo ma se si usa l’olio extravergine di oliva o, peggio, quello di semi, il sapore non sarà lo stesso. Sistemarle nella carta da pane e lasciarle raffreddare.

            In un pentolino far sciogliere il miele con la buccia d’arancia secca grattugiata. Immergere le lorighette (una alla volta) e girare due o tre volte con l’aiuto di un cucchiaio e di una forchetta e lasciare intiepidire.

            Servire tiepide o fredde.

            CONSIGLI:

            Miele: in base al tipo di miele utilizzato, le lorighette avranno un sapore diverso. Solitamente si utilizza il miele millefiori anche se a me piacciono anche col miele di castagno che è un po’ più amaro.

            Gnocchi di patate

            Gnocchi di patate…

            Mia mamma ha deciso “oggi gnocchi!” e chi sono io per contraddirla?

            La ricetta è quella originale di mia nonna materna e viene preparata ancora senza pesare gli ingredienti (ad occhio come si dice qua). Ho cercato di riportare le dosi ma vi chiedo perdono se non son precise.

            Posso sinceramente dirvi che son strepitosi e nemmeno tanto difficili da fare… Mezzora di preparazione e voilà! Son pronti! Non hanno lattosio e poca istamina (basta non esagerare con il formaggio quando si condiscono).

            Ecco a voi la ricetta!



            INGREDIENTI
            :

            • 1,8 kg di patate lesse macinate
            • 2 uova
            • 400 gr di farina 00
            • 400 gr di semolato rimacinato
            • 1 bustina di lievito istantaneo
            • Sale q.b.

                    PREPARAZIONE:

                    In un tegame adagiare le patate lesse macinate (che devono essere tiepide o fredde), aggiungere il sale fino e mescolare bene con un cucchiaio di legno.

                    In un altro recipiente mescolare la farina 00 con il semolato rimacinato. Aggiungere un po’ delle farine, il lievito istantaneo e continuare a mescolare. Ora bisogna lavorare l’impasto nel tavolo o in un tagliere di legno. Il segreto degli gnocchi di patate sta proprio nel metodo di lavorazione. Bisogna mettere le farine sul tavolo (poco per volta) e lavorare l’impasto in modo che le farine vengano assorbite sempre da sotto.

                    Quando il panetto di pasta è pronto, lasciarlo riposare per 10 – 15 minuti e poi procedere a formare gli gnocchi. Durante la preparazione degli gnocchi, utilizzare solo la farina 00, essendo più sottile viene assorbita meglio dall’impasto. Tagliare delle strisce di pasta nel senso della lunghezza e lavorarle in modo da creare dei “serpentoni” di pasta. Tagliarli a cubetti. Bisogna stare attenti ad aggiungere sempre farina 00 in modo che gli gnocchi non si attaccacchino tra loro!

                    Schiacciare i tocchetti di pasta con la punta del pollice in modo da creare la forma degli gnocchi. Se non avete voglia, potete saltare quest’ultimo passaggio e lasciare gli gnocchi così. Saranno buonissimi lo stesso! 😉

                    E ora eccoli qui!



                    CONSIGLI:

                    Condimento: io stavolta li ho fatti saltare con burro a ridotto contenuto di lattosio, salvia e parmigiano reggiano grattugiato a lunga stagionatura… Ma sono ottimi al ragù o con sugo ai funghi e anche al pesto hanno il loro perché. Mio fratello li condisce con radicchio e Asiago, anche questa versione merita.

                    Lievito istantaneo: io in realtà non lo uso mai! Non ho grande feeling con questo lievito. In effetti lo uso solo per gli gnocchi ma ho ” ereditato” così la ricetta e non mi va di cambiarla! Comunque il lievito istantaneo si può anche omettere, anche se io trovo gli gnocchi di patate senza lievito troppo pesanti da digerire!

                    Marmellata di pompìa (arance amare)

                    Marmellata di pompìa…

                    Questa ricetta nasce dalla fusione di due avvenimenti casuali… Nel gruppo Facebook “la passione della cucina… e non solo” ho “conosciuto” un ragazzo di nome Andy Lox che ha pubblicato la ricetta originale inglese/scozzese della “Bitter Orange marmalade“. Come spiegato da lui: “Non tutti sanno che la marmellata di arance amare e’ stata inventata dagli scozzesi.Mentre tutta l’Europa non sapeva che farsene,di arance amarissime ed immangiabili,gli scozzesi, giusto per confermare la loro fama di tirchioni…

                    In contemporanea mi hanno fatto dono di queste meraviglie:

                    Il suo nome è pompía ed è un agrume particolare che cresce solo in Sardegna e solo nel territorio di Siniscola. È un agrume dal sapore amatissimo e viene consumato solo la sua buccia che va fatta candire col miele.

                    Ero curiosa di provare a preparare la marmellata di pompìa con la ricetta inglese della marmellata di arance amare. E vi dico che il risultato è stato strepitoso! La marmellata è venuta buonissima (certo non è dolce) e ha un colore ambrato che mi piace molto. 

                    Trovate la ricetta un po’ particolare, soprattutto nelle dosi ma è semplicemente perché è stata fatta la proporzione tra libbre e grammi e tra pinte e litri.

                    La marmellata di pompìa è assolutamente senza lattosio, quindi noi intolleranti possiamo  mangiarla senza problemi. Per l’istamina invece non va bene, la pompìa è un agrume e la marmellata ha subito un processo di conservazione.


                    INGREDIENTI:

                    • 2 pompíe medie (680 gr)
                    • 2,4 litri circa di acqua naturale non gassata (per stabilire esattamente quanta acqua ci vuole, nella preparazione spiego come lo calcolo)
                    • 1,4 kg circa di zucchero semolato (vale la stessa cosa dell’acqua)

                            PREPARAZIONE:
                            Lavare bene la pompìa e pesarla (nel mio caso avevo a disposizione 2 frutti con un peso complessivo di circa 680 gr).

                            Tagliare la pompìa a metà e poi a spicchi molto sottili. In un fazzoletto di cotone o di lino raccogliere i semi (gli scozzesi che hanno fama di tirchioni non buttano niente). I semi vanno raccolti nel fazzoletto che verrà sigillato bene (ho usato uno spago alimentare) e andrà messo all’interno della pentola durante la preparazione della marmellata.

                            Ora va aggiunta l’acqua naturale non gassata e il tutto va lasciato riposare per una intera notte. La ricetta di Andy Lox prevede queste dosi: “per 450 gr. di arance amare circa 1600 ml d’acqua“. Facendo le dovute proporzioni, per 680 gr di pompìa son necessari circa 2400 ml di acqua (2,4 litri).

                            La mattina dopo si può preparare la marmellata di pompìa. Far bollire la pompìa con l’acqua e i semi per circa 20 minuti o una mezzoretta in modo che la pompìa diventi morbida. 

                            Ora bisogna misurare il liquido e poi dosare lo zucchero necessario. A me risultano circa 1800 ml di acqua che, rispettando le dosi di Andy (“per ogni 560 ml di liquido dovrai usare 450 gr di zucchero“), equivalgono a circa 1,4 kg di zucchero semolato.

                            In una pentola capiente mettere lo zucchero e mescolare bene aggiungendo a poco a poco il liquido in modo da non creare grumi; alla fine aggiungere tutto il liquido, la polpa e la buccia della pompìa e il sacchetto dei semi e portare ad ebollizione. Abbassare la fiamma e cuocere per circa 2 ore e mezza o 3 ore. Per capire quando la marmellata è pronta, fare la “prova del piattino“: mettere una piccola quantità di marmellata su un piattino e inclinarlo… Se la marmellata è densa e scorre lentamente, allora è pronta. Spegnere la fiamma e invasare subito la marmellata di pompìa in vasetti puliti e disinfettati.

                            Chiudere molto bene i vasetti e metterli in una pentola capiente. Riempire di acqua calda (così non si rompono) e far bollire coperti per circa un quarto d’ora. Lasciare la pentola coperta finché l’acqua e la marmellata di pompìa non si raffredda. Ora la marmellata è pronta!


                            CONSIGLI
                            :

                            Limoni: lo stesso procedimento può essere adottato per preparare la marmellata di limoni.

                            Ricette: la marmellata di pompìa è buonissima come marmellata per la preparazione di crostate. Ecco qua la ricetta della pasta frolla.